di
Irene Soave

Berlino: «Il ritiro delle truppe era già annunciato, l’Europa pensi alla propria difesa». La decisione degli Stati Uniti riporta le truppe Usa in Europa ai livelli precedenti alla guerra in Ucraina

Il Pentagono ha annunciato la decisione del segretario della Difesa americana Pete Hegseth di ritirare circa 5 mila soldati americani di stanza in Germania, sui 36 mila che oggi sono nel Paese. Il ritiro ridurrà le forze americane in Germania del 14 per cento, riportandole cioè a livelli precedenti la guerra in Ucraina; e si svolgerà in un arco di tempo tra i sei e i dodici mesi. «La decisione segue una scrupolosa revisione della posizione in Europa delle forze coordinate dal Dipartimento [della difesa, ndr], e tiene conto delle necessità e delle condizioni sul campo», ha commentato Hegseth. 

La decisione segue anche, però, l’ordine arrivato da Trump stesso giovedì, in seguito a pesanti scontri verbali con il cancelliere tedesco Friedrich Merz: Merz aveva detto, giorni fa, che la leadership iraniana starebbe «umiliando un’intera nazione». Venerdì Trump ha rintuzzato Merz: «Non sa di cosa sta parlando», ed è «totalmente inefficiente». Nello stesso discorso ha anche annunciato un aumento dei dazi sul comparto automobilistico dall’Europa, una mossa che costerebbe carissima alla Germania.  



















































«E dopo aver portato a termine l’operazione in Iran», ha detto il presidente Usa Donald Trump, «prenderò il controllo di Cuba». 

La frase di Merz e il caso politico

Il 25 aprile, a margine della visita a una scuola a Marsberg, Friedrich Merz aveva definito la guerra in Iran «totalmente non necessaria». «Gli iraniani sono chiaramente più forti di quanto ci si aspettasse, e gli americani chiaramente non hanno una strategia veramente convincente, nemmeno nelle negoziazioni». 

Ha insistito che gli iraniani stessero «umiliando» gli Stati Uniti. «Al momento non vedo che uscita strategica possano scegliere gli americani, particolarmente perché gli iraniani stanno negoziando molto abilmente – o sono molto abili a non negoziare». 

Pochi giorni dopo, l’ordine di Trump di ritirare i soldati dalla Germania. 

Trump ha anche paventato una mossa simile in Italia e in Spagna. «Perché non dovrei? L’Italia non è stata di alcun aiuto, il che è male, e la Spagna è stata orribile». Venerdì 1 maggio, l’annuncio ufficiale del Pentagono: via 5 mila soldati dalla Germania.

Già nella mattina di sabato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha però ridimensionato la portata dello strappo: il ritiro dei 5mila soldati americani dalla Germania annunciato da Washington, ha detto, era già atteso. 

«Era previsto in anticipo che gli Stati Uniti avrebbero ritirato alcune forze dall’Europa, compresa la Germania», ha dichiarato Pistorius, nel commentare l’annuncio fatto dal Pentagono nelle scorse ore. «La presenza di soldati americani in Europa, e soprattutto nel nostro Paese, è nel nostro interesse e in quello degli Stati Uniti. Noi europei dobbiamo assumerci maggiori responsabilità per la nostra sicurezza». 

In un’intervista pubblicata il 2 maggio dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, anche il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha gettato acqua sul fuoco. «Lavoro ogni giorno con l’amministrazione americana, che ho imparato a conoscere in profondità. E sperimento ogni giorno che il legame transatlantico è saldo», ha detto. 

Aggiungendo poi quella che sembra una rettifica tardiva delle parole del Cancelliere. «Il suo ammonimento era chiaramente indirizzato all’Iran, e cioè al fatto di non tirare troppo la corda e di non continuare a sfidare gli Usa». Più chiaramente «La leadership iraniana farebbe bene ad accettare la proposta degli Usa. Su questo con il mio collega Rubio siamo stati perfettamente d’accordo mercoledì», ha aggiunto, riferendosi alla missione nei giorni scorsi negli Usa.

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Le basi americane in Germania

La Germania ospita diverse installazioni militari statunitensi, tra cui i quartier generali dei comandi per l’Europa e l’Africa, la base aerea di Ramstein e un centro medico a Landstuhl, dove sono stati curati i feriti delle guerre in Afghanistan e in Iraq. Nel Paese sono inoltre stazionati missili nucleari statunitensi.

Trump aveva formulato una minaccia simile a questa del ritiro nel suo primo mandato, affermando che avrebbe ritirato circa 9.500 dei circa 34.500 soldati statunitensi allora stazionati in Germania, ma non avviò mai il processo e il presidente democratico Joe Biden bloccò formalmente il ritiro previsto subito dopo il suo insediamento nel 2021.

Gli alleati americani nella Nato si sono preparati a un ritiro delle truppe statunitensi fin dall’insediamento di Trump, dal momento che Washington ha avvertito che in futuro l’Europa dovrà occuparsi della propria sicurezza, compresa quella dell’Ucraina.

A seconda delle operazioni, delle esercitazioni e delle rotazioni delle truppe, in Europa sono solitamente stazionati tra gli 80.000 e i 100.000 militari statunitensi. 

In ottobre, gli Stati Uniti hanno confermato che avrebbero ridotto la loro presenza di truppe ai confini della Nato con l’Ucraina. La mossa di tagliare 1.500-3.000 soldati è avvenuta con un breve preavviso e ha turbato la Romania, alleata della Nato, dove l’organizzazione militare gestisce una base aerea.

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Articolo in aggiornamento…,

2 maggio 2026 ( modifica il 2 maggio 2026 | 14:48)