Due giornate dal termine della stagione regolare e una
classifica ancora da definire. Domenica 3 maggio alle
17 tutte le squadre scenderanno in campo in
contemporanea per la penultima giornata di Serie A, e per
la Pallacanestro Trieste l’appuntamento
è di quelli che pesano: trasferta al Forum di Assago con l’Emporio
A7 Armani Milano. Una sfida che vale molto per entrambe: Trieste
arriva all’appuntamento con 26 punti in classifica, mentre Milano è
terza a quota 38. In un turno in cui ogni dettaglio può fare la
differenza, i biancorossi hanno l’occasione di consolidare il
proprio piazzamento e continuare a inseguire un finale di stagione
ambizioso. Allo stesso tempo, l’Olimpia cercherà di far valere il
proprio talento e la profondità del roster per blindare il
podio.
Trieste. La Pallacanestro Trieste si
presenta a questa sfida con la consapevolezza di poter stare dentro
le partite anche contro le migliori, ma con la necessità di fare un
passo in più nei momenti decisivi. Le ultime uscite raccontano
proprio questo:
con Brescia e Bologna,
le squadre di vertice del campionato, i biancorossi hanno mostrato
lunghi tratti di ottimo basket, riuscendo a competere per
intensità, qualità delle esecuzioni e presenza fisica. In entrambe
le gare, però, sono stati i dettagli a fare la differenza. La
precedente vittoria su Varese e il successo netto nel derby con
Udine hanno invece confermato la solidità del gruppo quando riesce
a imporre ritmo e fiducia lungo tutto l’arco dei 40 minuti. Trieste
ha dimostrato di avere identità offensiva, capacità di
costruire buoni tiri e più soluzioni distribuite, ma anche
di poter crescere ancora nella gestione dei possessi e nella
continuità difensiva.
Milano. L’Olimpia Milano si trova in una
fase particolare della stagione, tra la chiusura del percorso
europeo e la necessità di consolidare il proprio piazzamento in
campionato. Archiviato il capitolo in Eurolega con le sconfitte con
il Monaco e l’Olympiacos, che hanno escluso Milano dai play-in, la
squadra di coach Poeta ha però ritrovato solidità in Serie A: la
netta vittoria con Napoli (125 punti
segnati) e il successo sul campo
di Venezia hanno confermato tutto il
potenziale offensivo e la profondità del roster. Anche in queste
partite, però, non sono mancati momenti di gestione complicata, con
vantaggi ampi ridotti nel finale: un aspetto già visto più volte
durante la stagione. Il talento resta comunque il tratto
distintivo: Milano è una squadra che può accendersi
improvvisamente, alzare il ritmo e costruire parziali
pesanti, grazie alla qualità diffusa su tutto il roster e
alla capacità di diversi giocatori di creare dal palleggio.
Il riferimento tecnico resta Shavon
Shields, protagonista delle ultime uscite e punto di
riferimento offensivo nei momenti chiave, affiancato
da Leandro Bolmaro, tra i più continui nelle
recenti prestazioni per energia e capacità di creare vantaggi.
Accanto a loro, Milano può contare sul talento realizzativo
di Armoni Brooks, spesso decisivo quando la
partita entra nel vivo, e sulla fisicità di Zach
LeDay, presenza importante nei contatti e nelle situazioni
più dure. Sotto canestro, Josh
Nebo garantisce impatto a rimbalzo e presenza vicino
al ferro, mentre Devin Booker aggiunge
una dimensione diversa con la sua capacità di aprire il campo.
Nelle rotazioni, giocatori come Stefano
Tonut e Giampaolo
Ricci portano equilibrio ed energia,
mentre Nicolò Mannion offre soluzioni
nella gestione dei possessi. La qualità offensiva si completa
con Marko Gudurić e Quinn
Ellis, in grado di alternare creazione e pericolosità dal
palleggio. Nel reparto lunghi, Ousmane
Diop e Bryant
Dunston assicurano presenza fisica e rotazioni,
mentre Sestina rappresenta un’opzione
utile per allargare il campo. Una rosa così profonda implica
inevitabilmente scelte nelle rotazioni, con tre giocatori stranieri
che resteranno fuori, ma è proprio questa abbondanza di opzioni a
rendere Milano una squadra difficile da affrontare nell’arco dei 40
minuti.
Trieste vs Milano. All’andata, davanti al
pubblico di casa, è stata Trieste a imporsi per 86-82 al termine di
una gara di grande intensità. Decisivo l’approccio: i biancorossi
sono partiti con energia, costruendo subito un vantaggio importante
e riuscendo poi a resistere ai tentativi di rientro milanesi.
Protagonista assoluto Jahmi’us Ramsey, autore
di 26 punti, ma è stata soprattutto la prova corale della squadra a
fare la differenza, con Trieste capace di rispondere colpo su colpo
nei momenti chiave e di difendere con solidità nell’ultimo
possesso. Copione diverso, invece, nei quarti di
finale di Coppa Italia a Torino, dove è stata Milano a
prendersi la vittoria per 94-86. Anche in quel caso, però, Trieste
è rimata dentro la partita, arrivando avanti all’intervallo e
dimostrando di poter competere sul piano tecnico. A cambiare
l’inerzia è stato il terzo quarto, quando l’Olimpia ha alzato il
livello di fisicità e pressione, prendendo il controllo della gara
grazie alla qualità dei suoi leader, su tutti Shavon
Shields. Trieste ha provato a restare agganciata fino agli
ultimi minuti, ma nel finale sono state l’esperienza e la
profondità del roster milanese a indirizzare la sfida.
Le parole di coach Taccetti
Avvicinandosi alla sfida del Forum, coach
Taccetti ha evidenziato come le ultime partite contro
squadre di vertice abbiano comunque lasciato segnali
importanti per il
gruppo: “Siamo fiduciosi del fatto che
nei 40 minuti, sia con Brescia che con la Virtus, abbiamo avuto
momenti in cui siamo riusciti a imporre il nostro gioco in attacco
e aa essere fisici, presenti e solidi in difesa. Sappiamo
quindi di avere gli strumenti per affrontare squadre di altissimo
livello, quelle che comandano la classifica di LBA, ma dobbiamo
essere bravi a mantenere concentrazione, fisicità ed energia
nell’arco di tutti i 40 minuti.”
Davanti ad una squadra profonda e ricca di soluzioni
come Milano, l’attenzione non può essere
focalizzata su un singolo giocatore, ma sull’insieme: “Milano è
una squadra che ha tante frecce al suo arco. In questo momento sta
cercando di consolidare, come spesso accade, un roster che poi
porterà avanti nella parte finale della stagione e probabilmente
nei playoff. All’interno dei 10-12 giocatori che possono scendere
in campo ci sono davvero tanti elementi in grado di fare la
partita, quindi non c’è un focus su una singola individualità:
dovremo essere bravi, conoscendo le caratteristiche di tutti, a
fare una partita di solidità corale.”
Uno spunto concreto arriva anche dai precedenti stagionali, tra
la vittoria dell’andata e la gara di Coppa
Italia: “Credo che la partita di Torino sia
significativa per noi nella preparazione della gara di domenica,
perché i momenti di difficoltà sono iniziati quando Milano ha
imposto la propria fisicità. Dovremo essere più bravi, in quelle
situazioni, a non perderci e ad usare le nostre caratteristiche per
attaccarle. Allo stesso tempo sarà imprescindibile proteggere i
nostri tabelloni, perché anche domenica scorsa con Bologna abbiamo
sofferto molto i rimbalzi offensivi, così come a Torino contro
Milano. Questo sarà un aspetto fondamentale per restare dentro la
partita. Dovremo anche avere la giusta tenacia per andare oltre gli
errori che sicuramente faremo, senza perdere fiducia e positività
in quello che sappiamo fare.”
Infine, uno sguardo al contesto della sfida, in uno
dei palazzetti simbolo del basket
italiano che rappresenta un
passaggio significativo, anche dal punto di vista personale, per
coach Taccetti: “Sarà sicuramente una bella emozione, come mi
sta capitando in tutti i palazzetti in cui stiamo giocando. È uno
dei templi della pallacanestro, un luogo dove negli anni si sono
giocate tantissime partite importanti. Però, come sempre nel nostro
lavoro, quando si alza la palla a due e siamo lì a bordo campo, il
gioco è sempre lo stesso: 28 metri, stessi canestri. Dovremo
restare concentrati su quello che c’è da fare.”
UFF.STAMPA PALL.TRIESTE
