di
Monica Scozzafava

Match senza reti, nel finale gli ospiti colpiscono un palo con Politano. Conte a +3 dal Milan, i nerazzurri preparano la festa domani sera

Nico Paz sfoggia il meglio del suo repertorio, Kevin De Bruyne il peggio. Como e Napoli che alla fine finiscono per annullarsi — in termini di occasioni e di gioco — raccontano molto di quello che potrà essere il loro futuro. L’argentino è destinato al Real Madrid («ma chi lo dice?» Fabregas prova a sparigliare), il belga resta sull’uscio ad aspettare probabilmente anche il destino della panchina.

Il presente dice invece che l’allievo Cesc ancora una volta non riesce a battere il maestro Antonio, il pareggio senza gol — così come era stato anche all’andata al Maradona — è un punto che se blinda il piazzamento Champions del Napoli («un passo in avanti per arrivare più in alto possibile» Conte è ottimista), non garantisce un posto europeo al Como. «Sono deluso, volevamo e potevamo vincere», dice con amarezza Fabregas. Riferendosi evidentemente alle due chiarissime occasioni del primo tempo con Douvikas e Diao. È sempre Paz a muovere le fila, nel primo caso scippando palla a McTominay e nella seconda occasione a Lobotka. Bravo Milinkovic, fortunato Rrhamani che respinge il tiro del greco a porta spalancata. Poi però il Como abbassa il ritmo e nella ripresa è il Napoli a spingere sull’acceleratore. Sempre lasciando il possesso alla squadra di casa e approfittando in ripartenza. 



















































La mossa di Conte — fuori de Bruyne per Anguissa — fa guadagnare metri sulla trequarti a McTominay che lanciato sulla sinistra da Gutierrez non trova l’angolo sul primo palo. Poi il sinistro a giro di Politano, Butez è battuto, si stampa sul palo. Poteva essere per tutte e due le squadre e non è stato. Il Napoli ha prodotto poco, il Como nel finale ha pagato lo sforzo fisico dei primi cinquanta minuti. «Se non possiamo vincere, almeno non perdiamo», l’urlo di Conte è nitido dalla sua panchina sul finire della partita. Accontentato. Con buona pace dell’Inter, alla quale oggi basta un punto per lo scudetto.

«È stata una buona partita — dice il tecnico partenopeo — altrimenti da uno stadio così non esci indenne. Eravamo partiti bene, poi abbiamo perso un paio di palle in modo stupido. Nel secondo tempo siamo abbiamo avuto due occasioni importanti». Ostenta soddisfazione, Conte. Che stavolta esce dal Sinigaglia con un punto molto sudato ma pur sempre un punto prezioso. La Champions non è aritmetica, ma nei fatti c’è. L’incontro con De Laurentiis sul futuro è ancora rinviato. Criptico sull’argomento: «Sì, bisogna programmare».

2 maggio 2026 ( modifica il 2 maggio 2026 | 22:03)