Casa Pasolini è ora museo. Lo spazio, donato allo Stato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, successivamente restaurato dal Ministero della Cultura, è entrato a far parte della rete museale italiana.
A vederlo l’appartamento di Pier Paolo Pasolini, sembra un respiro di periferia, attraversato da una luce che ne accarezza superfici imperfette, rendendole necessarie. Solo dopo essere varcati a Casa Pasolini, il bilocale si presta come uno spazio da attraversare lentamente, quasi come se diventasse un oggetto da contemplare.

In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Paoslini, il Ministero della cultura ha restituito alla città di Roma il bilocale dove visse il regista poeta trasformandolo, senza stravolgerlo, in una Casa-Museo. Nella foto un particolare del soggiorno.
Per gentile concessione di Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di RomaUn luogo di cultura e memoria
Nel quartiere romano di Rebibbia, l’appartamento bilocale di via Giovanni Tagliere 3, dove visse Pier Paolo Pasolini tra il 1951 e il 1954, è stato recentemente restituito al pubblico come casa-museo. Acquisita dal Ministero della Cultura grazie alla donazione del produttore cinematografico Pietro Valsecchi, l’appartamento entra a far parte della rete museale nazionale. In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pasolini, è stata restituita alla città come luogo vivo di cultura e memoria, testimonianza tangibile degli anni romani e della formazione umana e intellettuale di uno dei più grandi autori del Novecento. È ora aperto al pubblico e ospita visite, attività didattiche, lezioni, incontri cinematografici, in presenza e in streaming, diventando uno spazio di partecipazione culturale dedicato alla figura e all’eredità di Pasolini.