Lo afferma come una incrollabile verità: “Se non ci fosse stato Alex Zanardi, non saremmo qui”. Pierluigi Bonafin, noto avvocato di Rovigo e Michela Dal Bianco, dipendente del Dipartimento di prevenzione – servizio veterinario dell’Ulss 5 sono due atleti paralimpici di rango mondiale. Non è una banale medaglia da esibire e mordicchiare a favore di telecamera, essere atleti paralimpici è fatica quotidiana, è allenamento nonostante il dolore, nonostante il quadro clinico, nonostante i bassi psicologici.
Per questo Pierluigi Bonafin, non ha dubbi a dire che l’incontro nel 2018, poco dopo l’incidente in moto che ha causato l’amputazione della gamba a lui e alla sua compagna, “”.
“A presentarci è stato un amico comune di Padova – racconta Bonafin – E’ stato subito eccezionale, disponibilissimo. Ci chiamava per sapere come stavamo e ci ha dato forza. Lui era una forza non solo dal punto di vista sportivo ma umano. Era una persona che ti motivava e ti incoraggiava. E non so come, c’era sempre”.
È stato Alex Zanardi a coinvolgere Pier e Michela in Obiettivo 3, e nello sport della handbike. E’ stato proprio durante una staffetta in handbike che Zanardi, nel 2020 a Pienza, ha avuto il secondo tragico incidente, come se il destino non lo avesse sfidato già abbastanza.
“A quel punto ci siamo motivati sempre di più con la moglie Daniela e la cognata a portare avanti ‘Obiettivo 3’ – continua l’avvocato rodigino – Io ho fatto staffette di tre Iron man a Cervia che aveva creato lui, proprio per lui”.
Il ricordo è appassionato: “Alex ti infondeva coraggio e speranza, non era solo un grande atleta. Ma ricordo che io non riuscivo a stare ancora in piedi e lui mi diceva ‘dai, cosa ci vuole, fallo’ e vedevi che ce la faceva con una facilità che mi faceva rimanere a bocca aperta, ma mi spronava anche”.
“Posso solo ringraziarlo – aggiunge Michela – era una persona umile, piena di gentilezza. Ci ha dato un grande aiuto. E provo solo dispiacere che se ne sia andato”.
Il più grande insegnamento che ha trasmesso? “Che tutto si può risolvere, anche le situazioni più brutte – si emoziona ancora Pierluigi – Che si può tornare a riprendere in mano la nostra vita. Dopo l’incidente in Toscana abbiamo per questo scelto di andare avanti con Obiettivo 3 e aiutare gli altri come lui ci ha aiutato. La prossima settimana sarò a scuola sempre con Obiettivo 3 per sensibilizzare i giovani alla realtà della disabilità”.
Anche il presidente del Veneto Alberto Stefani ha voluto ricordare il grande invincibile campione: “Ha raggiunto traguardi memorabili, nello sport e nella vita – ha dichiarato – Nell’arco della sua carriera sportiva, Alex ha dimostrato che, anche nelle difficoltà, l’ultima parola spetta sempre all’uomo, alla sua forza di volontà, al suo coraggio, alla sua capacità di immaginare soluzioni. Il suo esempio vivrà per sempre e auspico potrà continuare a ispirare generazioni di giovani”, prosegue il Presidente. “Zanardi aveva scelto il Veneto come sua casa, una Regione verso cui ha sempre dimostrato un profondo affetto. Ai suoi familiari vadano le più sentite condoglianze mie personali e di tutti i veneti”.
Ha avuto l’onore di fotografarlo all’autodromo di Adria l’artista rodigino Mattia Zoppellaro che ieri ha ricordato: “Gli chiesi: ‘Cosa possiamo fare?’. Lui mi guarda e mi dice: ‘Quello che vuoi, sei tu il fotografo. L’importante è che facciamo delle belle foto’. Dentro quella parola ho sentito fiducia, complicità, assenza totale di gerarchie. Un patto silenzioso tra due persone che si incontrano per creare qualcosa, anche solo per pochi minuti. A distanza di dieci anni riguardo queste immagini e penso che certe persone non passano davanti a un obiettivo: ci entrano dentro. E ti alzano l’asticella, senza mai dirlo. Ciao Alex”.