Per quanto riguarda i rimborsi, il Report spiega: “I ‘rimborsi’ sono una quota più contenuta di welfare aziendale, ma con caratteristiche distintive: pur incidendo per il 13% del valore totale erogato, copre solo il 4% degli ordini, a indicare un ricorso meno frequente ma legato a spese di importo medio più elevato”. Ma su cosa si concentrano i rimborsi? Principalmente su bisogni essenziali e strutturali: circa un quarto riguarda le spese sanitarie (il 24%) e poco meno le spese per l’istruzione dei figli, tra cui scuola (26%), università (13%), asili (6%) e servizi collegati. Tra le altre voci rilevanti, poi, emergono le spese legate alla mobilità quotidiana, come gli abbonamenti ai trasporti (5%). Non mancano i contributi per utenze domestiche – energia (5%) e gas (4%) – e per esigenze familiari come baby-sitter (6%) e assistenza (3%), a conferma di “un utilizzo orientato alla copertura di costi rilevanti per il bilancio familiare”.