Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Nature, potrebbe aver rilevato per la prima volta le prove a sostegno della teoria secondo cui la materia può nascere (anche) dallo spazio vuoto.
Senza addentrarci in dettagli particolarmente complessi e cercando di semplificare il sorprendente studio guidato da Zhoudunming Tu del Brookhaven National Laboratory, iniziamo subito col ricordare come lo spazio non sia mai completamente vuoto. Vi sono infatti delle impercettibili fluttuazioni di energia, ipotizzate dalla teoria quantistica dei campi, secondo cui il cosiddetto vuoto quantistico è in realtà uno stato dinamico e instabile.
Le particelle emerse dal vuoto
Sebbene fino ad oggi gli scienziati di tutto il mondo abbiano più volte ipotizzato l’esistenza di tale fenomeno, nessuno era mai stato in grado di rilevarlo sperimentalmente. Ora però, il team di esperti ha individuato coppie di particelle che emergono direttamente dal vuoto durante collisioni di protoni ad alta energia. Parliamo dunque di precise circostanze in cui l’energia disponibile può convertire queste fluttuazioni in particelle reali, direttamente osservabili.
All’interno di un’esplosione di detriti derivante dalla collisione di protoni, sono infatti apparse delle particelle lambda collegate tra loro con uno schema che corrisponde a quello delle coppie di quark che ci si aspetta si formino nel vuoto.
Tracciando questo schema attraverso le conseguenze della collisione, Tu e il suo team hanno dimostrato che l’allineamento originale persisteva nelle particelle rilevate. Ma non è tutto.
Gli esperti hanno inoltre esaminato altre possibili fonti di tali fenomeni, tra cui la scissione dei gluoni e le successive interazioni tra le particelle prodotte, concludendo però che sono trascurabili rispetto al segnale osservato, rafforzando così l’ipotesi di un’origine direttamente legata al vuoto quantistico. Ovviamente, questi risultati non pongono fine al dibattito, ma restringono il campo a spiegazioni più semplici.
Perché lo studio può cambiare la fisica
Si tratta quindi a tutti gli effetti di uno studio in grado di ridefinire l’origine di gran parte della materia ordinaria. La rivelazione più importante però, è il fatto che lo spazio stesso può ora essere inteso come una fonte attiva piuttosto che come un mero ambiente passivo. Ad oggi, i fisici non conoscono ancora il meccanismo completo, ma finalmente ora c’è una strada da seguire.
Rimanendo in tema di curiosità legate al mondo della fisica, sapevate che il primo laser a neutrini è realmente sorprendente? Al contrario, cambiamo parzialmente argomento per citare un video mozzafiato divenuto virale. Ritrae la Terra che tramonta dietro la Luna. Si tratta del primo filmato in grado di immortalare tale momento.
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