di
Federica Bandirali

Il cantante ospite di «Domenica In» ha replicato alla ex moglie che aveva parlato di lui a «Belve». «Non è vero che non sono stato di supporto per lei»

Ha fatto scalpore l’intervista di Romina Power a Belve. Ospite di Francesca Fagnani, la cantante ha ripercorso il lungo rapporto con Al Bano, affidando al racconto parole dure e accuse che non sono passate inosservate. Romina ha descritto l’ex marito come un «supporto che è venuto a mancare», una definizione che ha ferito profondamente il cantante pugliese. L’artista ha ammesso di «non aver gradito per niente certe battute», affidando la propria replica a Domenica In, ospite di Mara Venier. Il punto più doloroso riguarda le accuse di egoismo e di assenza nei momenti cruciali della vita familiare. «Io ho tentato di tutto per salvare la nostra unione e la nostra famiglia. Per me la famiglia è sacra», ha dichiarato Carrisi, visibilmente provato. «Ylenia è viva solo nei nostri cuori. Io ho accettato la verità, non passerà mai, ma non mi creo illusioni. Romina, non ammazzarmi, non me lo merito: io so cosa ho dato e tu dovresti saperlo bene, perché lo hai ricevuto. Io sono stato un pilastro».
 

«Io ero lì, sono sempre stato lì, ma lei non mi ha neanche visto». Al centro della frattura resta dunque  la scomparsa della figlia Ylenia Carrisi, una tragedia che ha segnato definitivamente il loro rapporto. Il cantante ricorda le settimane trascorse a New Orleans, tra ricerche incessanti e notti passate nei quartieri più difficili della città: «Un mese intero, ogni notte in giro con l’ispettore, nei luoghi della criminalità e dello spaccio». Quando decise di lasciare, precisa, non fu per lavoro ma per la dolorosa consapevolezza che non ci fosse più nulla da fare: «Ho dovuto accettare questa tragica realtà». Tra le accuse, quella di essere stato un padre assente è la più difficile da accettare. «So di essere un grande padre, l’ho sempre dimostrato e continuerò a dimostrarlo» ha ribadito.



















































Eppure, nonostante le tensioni del presente, Carrisi non rinnega il passato condiviso: «Siamo stati assieme 25 anni, e siamo stati felici davvero». Il ricordo torna agli inizi, all’incontro sul set di un film, alla timidezza che li accomunava, a quei momenti semplici che fecero nascere l’amore. «Mi colpì vederla lavorare a maglia», racconta, ricordando anche «le pazzie pazzesche» fatte per lei, «quelle che in amore si possono e si devono fare». Poi la tragedia ha cambiato tutto. «Nel nostro rapporto c’è stato il bello, e poi è arrivato l’amaro. Il momento della luce, ma anche quello della notte», ha confidato ancora. Nonostante il dolore e le incomprensioni, il desiderio resta quello di una convivenza serena: «Vorrei potessimo vivere tutti in pace come una grande famiglia allargata». Ma è proprio sul destino di Ylenia che emerge una distanza insanabile. Se Romina continua a credere che la figlia sia ancora viva, «da qualche parte», sostenuta anche da incontri e convinzioni personali maturate negli anni, Carrisi oppone una visione segnata dall’accettazione: «Ylenia è nel cuore di Romina, è nel mio cuore. È solo lì che è viva».

3 maggio 2026 ( modifica il 3 maggio 2026 | 17:59)