Sconfitta pesantissima davanti ai propri tifosi. Il Banco perde contro Bologna e saluta la Serie A dopo 16 anni
La Dinamo Sassari, al termine di una gara combattuta, è costretta a cedere davanti ai campioni in carica della Virtus Bologna per 73-80, incassando così la settima sconfitta consecutiva. Un ko che fa malissimo e che sancisce ufficialmente la retrocessione matematica con una giornata d’anticipo.
Un epilogo amaro, arrivato dopo una partita abbastanza equilibrata nel primo tempo, in cui la squadra di coach Mrsic è addirittura riuscita a chiudere in vantaggio. Nel finale tuttavia è mancata la lucidità necessaria per completare l’impresa.
Foto: Alessio Dalerci
La Virtus si conferma una squadra di altissimo livello, capace di colpire nei momenti decisivi grazie al talento del proprio roster, con Niang miglior realizzatore dei suoi a quota 16 punti. Questa volta, però, il divario non è stato abissale: Sassari, finché ha potuto, ha risposto colpo su colpo, trascinata dalla buona prestazione di Macon, autore di 15 punti, sostenuto anche da McGlynn (13 punti e 9 rimbalzi). Nonostante ciò, il secondo tempo della gara ha premiato la precisione degli ospiti.
Sono solo due i giocatori biancoblù a chiudere in doppia cifra: Macon (15 punti, 2 rimbalzi, 2 assist) e McGlynn (13 punti, 9 rimbalzi).
Una sconfitta che pesa tantissimo e che chiude anzitempo la stagione della Dinamo, costretta a salutare la massima serie tra le mura amiche dopo 16 anni di militanza.
Foto: Alessio Dalerci
La cronaca del match
PRIMO QUARTO. Bologna conquista la prima palla della gara, Jallow penetra, segna e subisce il contatto di Marshall: a segno anche il libero aggiuntivo. Risponde McGlynn. Marshall segna in appoggio e porta Sassari avanti di una lunghezza, ma Bologna replica poco dopo con Diouf. McGlynn segna un mini break personale di 4-0. Edwards firma il primo canestro della sua gara. La Dinamo trova altri punti con Mezzanotte, la Virtus invece si affida a Diouf. McGlynn subisce il contatto di Niang nel tentativo da sotto canestro e dalla lunetta è preciso solo a metà. Bologna pareggia il punteggio grazie alla schiacciata di Diarra. Il sorpasso bianconero arriva poco dopo con il libero messo a segno da parte di Edwards. Il Banco si affida all’energia di Ceron, che penetra e segna il canestro del +1. Pajola stoppa Buie, la virtus riparte in contropiede e trova l’appoggio di Dos Santos. Thomas, a sua volta, stoppa Diarra ma il contropiede biancoblù non è efficace. La Virtus Bologna vince il primo periodo 13-14.
SECONDO QUARTO. Thomas segna i primi punti della seconda frazione: 2/2 ai liberi dopo il fallo commesso da Diarra. Dos Santos segna da tre. Alston spende fallo su Beliauskas, che dalla lunetta è preciso e riporta il Banco a -1. Il sorpasso biancoblù arriva poco dopo con il canestro dalla lunga distanza di Zanelli. Edwards però non ci sta e risponde subito dopo: tripla anche per lui. Thomas penetra con l’intento di schiacciare su Ferrari, ma il giovane giocatore di Bologna non glielo permette e preferisce commettere fallo. Il capitano biancoblù mette a segno solo uno dei due tiri liberi a disposizione. Zanelli ruba palla ad Edwards, corre in contropiede e segna. Non va il tentativo dalla lunga distanza di Ferrari, Sassari recupera palla e trova la tripla di Macon. Edwards trova due punti per Bologna, ma dall’altra parte Thomas subisce ancora un altro fallo, questa volta da Diouf, e dalla linea dei tiri liberi: 1/2. Niang si guadagna un giro dalla lunetta dopo il contatto di Thomas e mette a segno entrambi i tiri liberi concessi. Diouf riporta i suoi a una sola distanza (27-26) e allora Mrsic decide di chiamare timeout. Alla ripresa, arriva il sorpasso degli ospiti con il canestro di Niang, ma replica Macon subito dopo, prima con il canestro in penetrazione, poi con la tripla in faccia a Edwards. Buie spende fallo su Akele, che dalla lunetta non è preciso e chiude 0/2. Nell’azione successiva, Ceron subisce il contatto di Ferrari: 2/2 per il numero 11 biancoblù. La Dinamo prova a scappare e grazie alla tripla di Buie vola a +9. Pajola fa 2/2 dalla lunetta dopo il fallo di Macon. Mrsic chiama timeout. Alla ripresa, non entra la preghiera da metà campo di Macon. La Dinamo Sassari chiude avanti all’intervallo 37-30.
TERZO QUARTO. È Pajola a realizzare il primo canestro della ripresa: tripla per lui. Non arriva in ritardo la risposta di Marshall, che nell’azione successiva riesce anche lui a far la voce grossa dalla distanza. Niang trova due punti, ma McGlynn replica subito dopo. A segno anche Diouf e Niang. Il sorpasso bianconero arriva poco dopo, Niang segna la seconda tripla di fila (42-43). Mrsic chiama timeout. Alla ripresa, Dos Santos trova altri tre punti. Marshall e Beliauskas segnano in penetrazione e riportano la partita in parità sul 46-46. La Virtus ci mette un attimo a riallungare grazie alla tripla di Pajola e alla schiacciata di Jallow, dopo la palla persa di Thomas. Diouf subisce il contatto di Thomas e dalla lunetta chiude 1/2. Anche Dos Santos guadagna un giro dalla lunetta dopo il fallo di Vincini, ma è preciso solo a metà. Thomas si fa spazio, attacca bene la difesa bianconera e trova due punti importanti, ma Hackett punisce dalla lunga distanza. Dopo l’ennesima palla persa e l’ennesimo canestro in contropiede subito, questa volta da Dos Santos, la panchina biancoblù chiama timeout. Alla ripresa, Macon concretizza con l’arresto e tiro. Nell’azione successiva, Vincini spende fallo su Hackett, che dalla linea dei liberi fa 2/2 e porta i suoi a +10. È ancora Macon a gonfiare la retina per Sassari. Gli ospiti chiudono in vantaggio la terza frazione 52-60.
QUARTO QUARTO. Alston apre il periodo segnando con precisione dalla lunga distanza. Macon subisce il contatto di Diarra sul tentativo da sotto il ferro. Il numero 5 biancoblù fa 1/2 dalla linea dei tiri liberi. Marshall intercetta il passaggio di Diarra e vola in solitaria in contropiede: due punti per lui. Non va il tentativo di Edwards, ma Niang è presente a rimbalzo e serve la tripla di Hackett. Dall’altra parte risponde Zanelli, anche lui dalla lunga distanza. Bologna segna ancora con Diarra, che schiaccia sotto la curva di casa e un’esultanza lievemente polemica gli costa un tecnico. Ceron realizza il libero a disposizione. Diouf segna, ma Buie risponde con la triple che riporta i suoi sotto di dieci lunghezze. McGlynn trova altri due punti. Ceron spende fallo sul tentativo di tiro di Niang, che dalla lunetta chiude 2/2. Niang schiaccia in faccia a McGlynn. Thomas viene stoppato, ma McGlynn recupera il rimbalzo e trova altri due punti. Macon fa 2/2 dalla lunetta, poi trova altri due punti in contropiede Ceron. Pajola fa 2/2 dopo il fallo di Buie. Lo stesso Buie, trova una tripla che purtroppo non può aiutare: mancano solo tre secondi alla fine. Pajola fa bene anche negli ultimi due tiri liberi. La Virtus Bologna trionfa 73-80. Sassari retrocede ufficialmente in A2.
Parziali: 1Q: 13-14, 2Q: 37-30, 3Q: 52-60, 4Q: 73-80
DINAMO: Marshall 9, Buie 9, Macon 15, Zanelli 8, Seck NE, Beliauskas 4, Ceron 7, Casu NE, Vincini, Mezzanotte 2, Thomas 6, McGlynn 13 (9 reb). Coach: Mrsic
BOLOGNA: Edwards 8, Pajola 12, Niang 16, Smailagic, Alston 3, Hackett 8, Ferrari, Diarra 6, Jallow 5, Diouf 11, Akele, Yago Dos Santos 11. Coach: Jakovljevic
Hanno detto
Veljko Mrsic, allenatore Dinamo Sassari: “Complimenti alla Virtus, nei momenti importanti sono riusciti a fare meglio di noi. Nel primo tempo dovevamo avere un vantaggio più largo, non solo sette punti, ma nel primo quarto siamo stati troppo nervosi. Loro si sono ripresi nel terzo. Abbiamo avuto paura e siamo rimasti senza energia per giocare contro una squadra così fisica”.
“In questo periodo abbiamo giocato qualche partita buona ma non sufficiente per vincere, penso a quella con Treviso. Non siamo riusciti a farlo nelle ultime due trasferte dove abbiamo perso e perso fiducia senza riuscire a reagire. Il calendario non ha aiutato mettendoci alla fine Venezia, Bologna e Brescia. Però dobbiamo essere onesti: qualcosa non funziona. Alcuni giocatori si allenano con troppi alti e bassi. La stagione è lunga, la pressione è stata tanta e il morale ne ha risentito”.
“Non mi sento tradito dai giocatori, mi aspettavo di più da me stesso. Ho commesso troppi errori e, in alcune situazioni, ho chiuso un occhio quando non avrei dovuto. Non si può aspettare che il tempo sistemi le cose: bisogna prendere decisioni, anche a costo di sbagliare”.