L’attrice sarà dall’8 maggio su Sky e Now nella nuova serie action on the road in sei episodi: «Rispecchia una generazione che non vuole seguire gli schemi»

Un’antieroina che di fronte a un problema, se può, si tira indietro. Maria Chiara Giannetta descrive così Rosa Valero, neo agente sotto copertura, protagonista della nuova serie action Rosa Elettrica – In fuga con il nemico, su Sky e in streaming su Now dall’8 maggio.
La sua agente si scopre coraggiosa nel tempo, quindi.
«Esatto, sono le situazioni in cui si trova che forzatamente la mettono in condizione di esserlo. Lei scoprirà sé stessa durante questa avventura on the road. Rosa rappresenta una generazione».
Perché?
«È una giovane donna che non pensa troppo alle conseguenze del suo stile di vita. Non vuole stare necessariamente nei binari, infatti non a caso la serie è stata scritta da un team di sceneggiatrici donne. Il mio personaggio non è stata rappresentata come una super poliziotta: è anzi molto insicura, emerge la sua goffaggine».
A lei è mai successo di doversi mettere alla prova?
«È una questione di volontà, altrimenti resti nella tua fantasticissima comfort zone, che è più comoda, più sicura… ma che costo ha? Quello di non conoscersi davvero. Per me espormi è stato anche tentare di fare questo lavoro».
Le conferme non si sono fatte attendere, non crede?
«Sono molto contenta: tutte le scelte fatte mi hanno portata a dove sono oggi. Nel tempo ho raccontato tante donne diverse, ma il mio approccio è partire sempre dai loro difetti, se no non è divertente. Blanca, ad esempio ha una arroganza spropositata: o la ami o la odi. E Rosa è uguale: è lo specchio di una parte di vita che ho vissuto».
Non si sente accomodante?
«Beh, se mi fossi vista da fuori quando ero più giovane non credo mi sarei stata molto simpatica. A 20 anni mi presentavo come una piccola capretta con le corna piegate in avanti per attaccare prima di essere attaccata. In generale mi facevo molto i fatti miei, forse anche per sfuggire quelle tappe che specie per le ragazze sembrano obbligate: laurea, lavoro, famiglia. Ci si aspetta ancora che si seguano certi passi. La mia generazione, con tutte le problematiche che ha, è la prima che prova a combatterli».
Lei sente di averlo fatto?
«Sì, ad esempio sentendomi adulta non in basa solamente all’aver fatto o meno figli, ma rispetto al mio modo di pormi verso la collettività».
L’idea di diventare madre o meno non è un pensiero?
«No, per niente. Non mi preoccupo di questa cosa e sono fatalista: se arriveranno arriveranno, se no ciao».
Intanto affronterà la genitorialità in due film, «La sindrome degli amori passati» con Lastrico e «Noi un po’ meglio» con Elio Germano.
«Infatti, anche se raccontano questo tema in modo totalmente differente. In ogni caso, si tratta anche di una analisi della coppia, un argomento quest’ultimo su cui ci scervelliamo da sempre ma che non capiremo mai del tutto».
Come si è preparata fisicamente per questo action?
«Sono molto allenata, anche a livello di fatica. Mi sono preparata con degli stuntman che hanno preso il mio posto nelle scene più pericolose. Ma solo in quelle. Mi piace un sacco guidare, tra l’altro. In generale è stata una esperienza nuova e divertente».
Non è la prima serie a cui prende parte. Le piacciono?
«Sì, mi piacciono. Ma sono anche fan delle serie quando finiscono».




















































3 maggio 2026