Kimi, un successo alla Verstappen. E Russell ne esce distrutto 

(Daniele Sparisci, inviato a Miami) Un fenomeno vestito di viola salta, corre, abbraccia la sorellina che ha voluto qui insieme a tutta la famiglia «per ricominciare nello stesso modo di prima». Kimi Antonelli fa impazzire gli Usa, l’Italia soprattutto: terza vittoria di fila (nessuno aveva mai ottenuto le prime tre della carriera in sequenza), un capolavoro di guida e di testa. Si era preso la pole con un giro magico, l’aveva persa allo start sotto la pressione di Leclerc. Non si è scomposto, ha retto alla pressione enorme di Norris, ha scavalcato il britannico al pit-stop con una strategia magistrale. E poi non ha commesso un errore, è stato un successo alla Verstappen che lo vede sempre più padrone del Mondiale.

Russell è uscito distrutto dal confronto nel weekend americano, ha chiuso quarto e non è mai stato in forma nel weekend che doveva segnare la svolta. Kimi si è preso la Mercedes e la F1, in Canada arriveranno gli aggiornamenti per rispondere a quelli portati dagli altri. La McLaren è una minaccia serissima, Lando è andato vicino al colpo su una pista che ama.

Piastri ha soffiato il podio a Leclerc, nel finale Charles si è girato in modo anomalo (grana tecnica, errore?) per chiudere sesto e delusissimo. Hamilton ha vissuto un fine settimana di puro anonimato, sembra regredito a quello dello scorso anno. La Rossa evoluta è stata la quarta forza. Verstappen quinto, con una tattica che solo lui poteva sostenere (pit-stop super anticipato), ha riportato in alto la Red Bull.

I tanti argentini qui fanno festa per Colapinto, ottavo con l’Alpine, mai un risultato così. A punti anche Sainz ed Albon. Ma oggi l’America s’inchina di fronte a un ragazzino bolognese di 19 anni che sta riscrivendo la storia a colpi di successi. Italian job.