L’Iran presenta agli Usa la sua nuova proposta per la pace. Ma Trump l’ha già bocciata: La proposta iraniana «per me è inaccettabile», ha detto a Kan News.
[[(Video) Trump: “Possibili nuovi attacchi all’Iran, in Germania via più di 5.000 soldati”]]
Secondo il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, presto l’Iran dovrà chiudere i pozzi petroliferi: «Riteniamo che l’Iran abbia incassato meno di 1,3 milioni di dollari in pedaggi, una cifra irrisoria rispetto ai loro precedenti introiti giornalieri derivanti dal petrolio». I pozzi petroliferi iraniani si stanno riempiendo rapidamente e Teheran «dovrà iniziare a chiudere i pozzi, cosa che, secondo noi, potrebbe avvenire già la prossima settimana».
Intanto il cartello dei Paesi produttori di petrolio, Opec+, aumenta la produzione di petrolio di maggio, anche se si tratta solo di una mossa sostanzialmente simbolica visto che lo Stretto di Hormuz rimane bloccato.
Guerra asimmetrica, la vera arma dell’Iran
DUILIO GIAMMARIA
02 Maggio 2026
Per approfondire
23:31
Trump: via al Project Freedom per liberare le navi bloccate a Hormuz
Gli Stati Uniti avvieranno domani mattina la loro iniziativa per liberare le navi nello Stretto di Hormuz. Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth. L’iniziativa “Project Freedom, avrà inizio lunedì mattina, ora del Medio Oriente. Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno intrattenendo colloqui molto positivi con l’Iran e che tali discussioni potrebbero portare a esiti estremamente positivi per tutti”, ha detto Trump riferendo che molte delle navi bloccate stanno finendo cibo.
“Si tratta di un gesto umanitario compiuto per conto degli Stati Uniti, dei Paesi mediorientali e, in particolare, dell’Iran. Molte di queste navi stanno esaurendo le scorte di cibo e di tutti gli altri beni essenziali per garantire agli equipaggi una permanenza a bordo in condizioni di salute e igiene adeguate”, ha detto Trump riferendo che “Paesi di tutto il mondo, che non sono in alcun modo coinvolti nel conflitto in Iran, hanno chiesto agli Stati Uniti di aiutare a liberare le loro navi, rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz a causa di una vicenda con la quale non hanno assolutamente nulla a che fare”. “Ho incaricato i miei rappresentanti di informare questi Paesi che faremo tutto il possibile per mettere in salvo le loro navi e i loro equipaggi fuori dallo Stretto”, ha messo in evidenza Trump.
21:33
Witkoff: gli Usa stanno parlando con l’Iran, siamo in trattative
NEW YORK. Gli Stati Uniti “stanno parlando” con l’Iran. Lo ha detto Steve Witkoff, l’inviato di Donald Trump, a Cnn. “Siamo in trattative”, ha aggiunto. I contatti – mette in evidenza Cnn – sembrano essersi intensificati dopo una fase di stallo anche se Trump non è apparso ottimista. Il presidente ha infatti bocciato l’ultima proposta iraniana e aleggiato lo spettro di nuovi attacchi.
20:04
Trump: per me la proposta iraniana è inaccettabile
NEW YORK. La proposta iraniana “per me è inaccettabile”. Lo ha detto Donald Trump a Kan News, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg
18:42
Bessent: presto l’Iran dovrà chiudere i pozzi petroliferi
WASHINGTON. “Riteniamo che l’Iran abbia incassato meno di 1,3 milioni di dollari in pedaggi, una cifra irrisoria rispetto ai loro precedenti introiti giornalieri derivanti dal petrolio”. Lo ha dichiarato a Fox News il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, spiegando che i depositi petroliferi iraniani si stanno riempiendo rapidamente e che “dovranno iniziare a chiudere i pozzi, cosa che, secondo noi, potrebbe avvenire gia’ la prossima settimana”.
17:28
Fy: passo indietro Usa sui missili a lungo raggio in Germania, a rischio i Tomahawk
NEW YORK. Gli Stati Uniti intendono fare un passo indietro sul dispiegamento di missili a lungo raggio in Germania. Lo conferma il Financial Times sottolineando che Washington vuole cancellarlo in seguito allo scontro fra il cancelliere Friedrich Merz e Donald Trump sull’Iran. Il piano di dispiegamento di Tomahawk, concepito durante l’amministrazione Biden e previsto in Germania nel corso di quest’anno, puntava a rafforzare la capacità di deterrenza della Nato nei confronti della Russia, mentre sei nazioni europee lavoravano allo sviluppo di un proprio sistema. La decisione di posizionare armi a lungo raggio statunitensi in Germania per la prima volta dalla fine della guerra fredda è stata presa con estrema precauzione dal governo di Olaf Scholz. Berlino ha richiesto ufficialmente agli Stati Uniti di acquistare i missili suoi Tomahawk e sistemi di lancio Typhon ma i tempi di consegna sono lunghiu. Il ministero della difesa tedesco non è stato in grado di confermare se un contratto sia mai stato firmato
17:16
L’Opec+ aumenta la produzione di petrolio, ma gli Usa sono ora i primi esportatori. Dal cartello mossa simbolica con Hormuz bloccato. Nuovi investimenti dagli Emirati
ABU DHABI. Il cartello dei Paesi produttori di petrolio aumenta la produzione di petrolio di maggio, anche se si tratta solo di una mossa sostanzialmente simbolica visto che lo Stretto di Hormuz rimane bloccato. La decisione, presa dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti, punta più ad indicare stabilità che ad avere un’efficacia reale. Il tutto mentre si profila una possibile guerra dei prezzi: con gli emirati che annunciano investimenti e si tengono le mani libere nella produzione; con gli Usa che hanno spedito 250milioni di barili in nove settimane, superando l’Arabia Saudita e diventando il principale esportatore al mondo. La Abu Dhabi National Oil Company, cioè la compagnia emiratina, ha annunciato in contemporanea con la riunione degli altri produttori, con una tempistica che non appare casuale, che investirà 55 miliardi di dollari in nuovi progetti nei prossimi due anni. Punta così ad espandere la propria capacità di cinque milioni di barili al giorno, fuori dalle quote concordate con l’Opec che ne limitava la produzione a 3,4 milioni di barili al giorno. Il cartello allargato dei Paesi produttori in un comunicato che non cita la scelta fatta dagli Emirati ha annunciato che aggiungerà “188.000 barili al giorno” alla propria quota di produzione totale per giugno, nell’ambito dell’ “impegno collettivo a sostegno della stabilità del mercato petrolifero”. Gli analisti del mercato petrolifero si aspettavano in larga misura l’aumento che al netto della quota degli Emirati Arabi Uniti, appare simile agli incrementi giornalieri di 206.000 barili di marzo e di aprile. Ma al di la dell’efficacia concreta, legata al blocco di Hormuz, la decisione – ha spiegato Jorge Leon, analista di Rystad Energy, intervistato dall’Afp – sembra voler inviare un doppio messaggio: da un lato che l’uscita degli Emirati Arabi Uniti non avrebbe sconvolto il funzionamento dell’OPEC+ e, dall’altro, che il gruppo continua a esercitare il controllo sui mercati petroliferi globali nonostante le enormi interruzioni del commercio di petrolio causate dalla guerra. Il blocco di Hormuz sta avendo anche un altro effetto. Gli Stati Uniti sono diventati il maggiore esportatore di petrolio con 250 milioni di barili spediti all’estero nelle ultime nove settimane. Secondo l’agenzia Bloomberg avrebbe così superato l’Arabia Saudita ma il balzo delle esportazioni avrebbe messo sotto pressione le scorte americane di greggio, che si stanno esaurendo rapidamente.
16:48
Berlino a Teheran: riapra Hormuz e rinunci all’atomica
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha chiesto all’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz e di rinunciare al suo programma nucleare. Lo ha fatto durante una telefonata con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi nella quale ha “sottolineato che la Germania sostiene una soluzione negoziata”. “In quanto stretto alleato degli Stati Uniti, condividiamo lo stesso obiettivo” ha scritto Wadephul in un post su X “l’Iran deve rinunciare completamente e in modo verificabile alle armi nucleari e riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz, come richiesto anche” dal Segretario di Stato americano Marco Rubio. Negli ultimi giorni, Wadephul e altri funzionari tedeschi hanno cercato di appianare le tensioni tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz che il 27 aprile ha affermato che l’Iran sta “umiliando” Washington, provocando una serie di reazioni furiose da parte della Casa Bianca. Gli Stati Uniti hanno annunciato il trasferimento di 5.000 soldati dalle basi militari statunitensi in Germania, e Trump ha anche annunciato che i dazi doganali statunitensi su auto e camion provenienti dall’Unione europea aumenteranno dal 15% al 25%.
16:32
In Usa sondaggio su Trump: il 62% degli statunitensi lo disapprova
Il tasso di disapprovazione nei confronti di Donald Trump ha raggiunto un nuovo massimo. È quanto risulta da un recente sondaggio Abc News/Washington Post/Ipsos, secondo cui il 62% degli americani disapprova il presidente Usa, un dato in aumento di due punti rispetto a febbraio. Stando alla rilevazione, il tasso di approvazione di Trump è sceso leggermente dal 39% di febbraio al 37%, mentre quello di disapprovazione è salito dal 60% al 62%, simile ai suoi indici alla fine del primo mandato, poco dopo l’attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio da parte di violenti sostenitori pro-Trump. Il 72% dei partecipanti al sondaggio disapprova il modo in cui Trump sta gestendo l’inflazione, un aumento di 7 punti rispetto a due mesi fa. Il 27% degli intervistati, invece, approva la gestione dell’inflazione da parte di Trump, mentre l’1% ha saltato la domanda. In modo simile, il 76% disapprova il modo in cui Trump sta gestendo il costo della vita negli Stati Uniti, mentre il 23% lo approva. L’1% degli intervistati ha saltato la domanda. Più della metà degli intervistati, il 66%, ha dichiarato di disapprovare il modo in cui Trump sta gestendo la guerra con l’Iran, mentre il 33% l’ha approvata.
16:22
Il sottosegretario Usa al Tesoro: “L’Iran potrebbe dover chiudere i pozzi di petrolio dalla prossima settimana”
La prossima settimana l’Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi petroliferi. Lo ha detto il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, sottolineando che i prezzi delle benzina caleranno dopo la guerra a un livello più basso di quello precedente al conflitto.
16:03
Lo yacht russo passato da Hormuz è arrivato alle Seychelles
Il superyacht di 142 metri, collegato a un miliardario russo, che nei giorni scorsi era riuscito ad attraversare lo Stretto di Hormuz è stato avvistato alle Seychelles. Lo scrive Sky News. Lo yacht ‘Nord’, legato all’uomo d’affari russo Alexey Mordashov, non è soggetto a sanzioni, ma Mordashov è a sua volta soggetto a sanzioni da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea. Pochissime imbarcazioni sono riuscite ad attraversare lo stretto di Hormuz da quando l’Iran ha di fatto chiuso questa importante via di navigazione in seguito allo scoppio della guerra con gli Stati Uniti poco più di due mesi fa.
16:00
Esperto militare britannico: “Dall’Iran offerta inaccettabile, per mettere Trump all’angolo”
“Si ha la sensazione, in realtà, che questa non sia una proposta da parte di un Iran disperato per la pace e pronto a capitolare” ma “sembra molto più probabile che gli iraniani abbiano detto: ‘Presidente Trump, lei ha più bisogno di un accordo di noi, ecco il prezzo che dovrà pagare'”. E’ questa la analisi dell’esperto militare britannico Sean Bell, intervistato da Sky News. Secondo Bell il piano di pace in 14 punti proposto dall’Iran contiene “molti elementi, ma la maggior parte di essi sarà completamente inaccettabile” per gli Stati Uniti.
15:43
Il consigliere di Khamenei: “Le sciocchezze di Trump non possono oscurare le reali dinamiche geopolitiche”
“Le sciocchezze e i comportamenti sopra le righe di Donald Trump non possono oscurare le reali dinamiche geopolitiche”. Lo ha affermato in un post su X Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una dura presa di posizione contro il presidente degli Stati Uniti. Secondo Velayati, il ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania, l’indebolimento della Nato e i ripetuti problemi tecnici delle navi da guerra americane sono “segni del crollo delle illusioni della Casa Bianca”. Velayati ha accusato quindi Trump di aver recentemente minacciato di carestia la Repubblica islamica, “nonostante la sicurezza alimentare mondiale e la catena di approvvigionamento dei fertilizzanti chimici siano sotto il controllo dell’Iran nello Stretto di Hormuz”, elemento che a suo avviso dimostra “la mancanza di consapevolezza della situazione economica e politica globale”. “Signor Trump, il mondo della politica non è il dominio di film come quelli di Jack Sparrow”, ha proseguito Velayati, aggiungendo che “chi gioca con le arterie vitali del mondo finirà per mettersi in una situazione di stallo”.
15:29
Iran: se la nostra dignità sarà minacciata combatteremo per difenderla
“Non desideriamo che la guerra continui, ma non la temiamo; se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla”. Lo ha scritto su X il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei.
14:57
Israele compra altri aerei da guerra dagli Usa ma l’obiettivo resta la produzione autonoma degli armamenti
“Stiamo acquistando due squadroni di velivoli avanzati, F-35 e F-15IA. I nostri piloti possono raggiungere qualsiasi punto nei cieli dell’Iran e sono pronti a farlo, se necessario”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, commentando il piano annunciato dal ministero della Difesa per l’acquisto di nuovi caccia di produzione statunitense. Netanyahu ha sottolineato che “nei prossimi dieci anni aggiungeremo 350 miliardi di shekel (circa 85 miliardi di euro) al bilancio della difesa” per rafforzare le capacità militari e ridurre la dipendenza dall’estero, spiegando che l’obiettivo è “produrre questi armamenti in Israele e non dipendere da fornitori stranieri”. “Svilupperemo velivoli rivoluzionari, prodotti ‘bianco e blu’. Questo cambierà completamente il quadro – ha aggiunto, soffermandosi poi sui droni – Qualche settimana fa ho ordinato l’avvio di un progetto speciale per contrastare questa minaccia… Ci vorrà tempo, ma ci stiamo lavorando”. Secondo Netanyahu, il rafforzamento delle capacità aeree contribuirà a “rafforzare la schiacciante superiorità aerea di Israele”.
14:43
I media iraniani: presto una legge che impone restrizioni su Hormuz e nega per sempre il passaggio alle navi israeliane
Il Parlamento dell’Iran si appresta ad approvare una legge che impone restrizioni su quali navi siano autorizzate ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la tv iraniana Press Tv, rilanciata dalla Cnn. Citando il vicepresidente del Parlamento Ali Nikzad, Press TV ha riferito che, in base al piano in 12 punti proposto, alle navi israeliane non sarà mai consentito il passaggio. Le navi provenienti da “Paesi ostili” saranno tenute a pagare le riparazioni di guerra per ottenere un permesso prima di attraversare la via navigabile, scrive la Cnn, sottolineando che si tratta di un probabile riferimento agli Stati Uniti. Ieri intanto l’esercito Usa ha riferito di avere intercettato 48 navi in 20 giorni nell’ambito del blocco navale dei porti iraniani attualmente portato avanti da Washington.
12:29
Nel piano di Teheran un mese per accordo Hormuz, poi un altro mese per intesa su nucleare
La nuova proposta dell’Iran che è stata recapitata agli Usa fissa un termine di un mese di tempo per negoziati volti a raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, sulla fine del blocco navale statunitense e sulla conclusione definitiva della guerra in Iran e in Libano. È quanto pubblicato due fonti informate, citate dal giornalista Barak Ravid della testata Axios. Sempre secondo le due fonti citate da Ravid, in base alla proposta iraniana solo dopo il raggiungimento di tale accordo verrebbe avviato un ulteriore mese di negoziati per cercare di giungere a un accordo sul programma nucleare. Giovedì l’ Iran ha presentato agli Stati Uniti, tramite il mediatore Pakistan, una proposta aggiornata in 14 punti per un accordo quadro. Nello stesso giorno Trump è stato informato dal comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, sui nuovi piani per attacchi militari contro l’Iran. Cooper è poi partito per la regione e sabato ha incontrato i soldati a bordo della USS Tripoli nel Mar Arabico. (Segue) cba
12:03
Netanyahu convoca il gabinetto sicurezza su possibile stop alla tregua in Iran e Gaza
Benjamin Netanyahu riunirà il suo gabinetto di sicurezza, mettendo all’ordine del giorno sia la possibile interruzione della tregua in Iran, sia a Gaza. Lo riportano diversi media internazionali e israeliani. Secondo il Times of Israel la riunione si terrà oggi e seguirà le ultime dichiarazioni di Donald Trump che tornerà a paventare un attacco all’Iran qualora il difficile processo negoziale dovesse fallire. Ma, secondo l’emittente Kan, durante l’incontro si discuterà anche di una possibile fine del cessate il fuoco con Hamas nella Striscia di Gaza. “Hamas non sta rispettando l’accordo sul disarmo” come concordato nell’ambito del cessate il fuoco dello scorso ottobre, ha dichiarato una fonte israeliana a Kan.
11:46
Pasdaran: “Trump stretto tra operazione impossibile o cattivo accordo”
Donald Trump “deve scegliere tra un’operazione impossibile e un cattivo accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran”: è quanto affermato in una dichiarazione dall’unità di intelligenza delle Guardie rivoluzionarie iraniane, secondo cui “lo spazio decisionale” per gli Usa e il loro presidente “è limitato”. “La scadenza indicata dall’Iran al Pentagono sul blocco navale, il cambiamento di tono di Cina, Russia e degli Stati europei nei confronti di Washington, la lettera passiva di Trump al Congresso e l’accettazione delle condizioni negoziali iraniane non significano altro che questo: Trump deve scegliere tra un’operazione impossibile o un cattivo accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran”, sottolinea la dichiarazione, riportata dall’agenzia Tasnim.
11:35
Proposta dell’Iran in 14 punti, un mese per un accordo su Hormuz e fine della guerra
La proposta dell’Iran in 14 punti. Stando all’agenzia iraniana Tasnim, tra i punti indicati nella proposta ci sono anche riferimenti a “garanzie di non aggressione”, “ritiro delle forze militari statunitensi dalle aree circostanti l’ Iran “, “rilascio dei beni iraniani congelati”, “pagamento di compensazioni” e “rimozione delle sanzioni”. Per Teheran l’obiettivo è “la fine della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano”.
10:48
Araghchi a Tajani: “Da alcuni Paesi europei approccio irresponsabile sul nucleare”
Nel corso di un colloquio telefonico tenutosi ieri sera tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi, quest’ultimo ha sottolineato “l’importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei” negli “sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta” con Usa e Israele: lo si legge in una nota pubblicata stamane su X dall’ambasciata di Teheran a Roma. “Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l’approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse profonde riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell’Iran è esclusivamente pacifico”, si legge. Araghchi ha inoltre affermato che questi Paesi, di cui non viene indicato il nome esplicitamente, “invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’ Iran , e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario”. Da parte sua, Tajani ieri sera aveva reso noto di aver espresso alla controparte “la forte preoccupazione dell’Italia per l’aumento delle tensioni”, sottolineando “la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz” e “confermato con chiarezza che per l’Italia lo sviluppo di un programma nucleare regionale iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa”.
10:04
Esecuzione capitale in Iran: “Uccise un agente di sicurezza a gennaio”
Un uomo di nome Mehrab Abdollahzadeh è stato giustiziato stamattina con l’accusa di ‘corruzione sulla terra’, per essere stato il principale responsabile del pestaggio e dell’omicidio di Abbas Fatemieh, un membro volontario delle forze di sicurezza, durante il Movimento di Gennaio. Durante le sue confessioni, Abdollahzadeh ha dichiarato di aver partecipato a scontri con le forze di sicurezza, tra cui l’aggressione a Fatemieh con una sbarra, secondo quanto riportato in una dichiarazione della magistratura, citata da Fars, che aggiunge che altri due collaboratori di Abdollahzadeh, minorenni, sono stati condannati al carcere oa istituti di correzione.
09:20
L’Iran giustizia un uomo condannato per l’omicidio di un agente di sicurezza durante i disordini del 2022
L’Iran giustizia un uomo condannato per l’omicidio di un agente di sicurezza durante i disordini del 2022.
L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per il suo coinvolgimento nell’omicidio di un agente di sicurezza, ha riferito domenica l’agenzia di stampa giudiziaria Mizan, dopo che la Corte Suprema ha confermato la sua condanna alla fine del 2025. L’imputato, identificato come Mehrab Abdollahzadeh, è stato descritto come uno dei principali responsabili della morte dell’agente di sicurezza Abbas Fatemiyeh, ucciso nel 2022 durante un movimento di protesta nazionale scatenato dalla morte di una giovane donna, Mahsa Amini, mentre era in custodia della polizia. Mizan ha affermato che l’imputato ha confessato di aver aggredito l’agente di sicurezza. L’organizzazione per i diritti umani HRANA ha citato una fonte informata secondo cui Abdollahzadeh sarebbe stato sottoposto a torture per estorcere confessioni forzate.
09:10
Maxi nave cisterna di Teheran evade il blocco Usa
Una “superpetroliera” iraniana con un carico di 1,9 milioni di barili di greggio sarebbe riuscita a “sfuggire” al blocco della Marina Usa nell’area dello Stretto di Hormuz ea “raggiungere l’Estremo Oriente”: lo riferisce l’agenzia Anadolu, citando il sito specializzato TankerTrackers. Su X, questo tracker specializzato ha spiegato che la petroliera, chiamata Huge e battente bandiera iraniana, “è stata avvistata l’ultima volta al largo dello Sri Lanka più di una settimana fa e attualmente sta transitando nello Stretto di Lombok, in Indonesia, diretta verso l’arcipelago di Riau”. E ha aggiunto che il valore del carico di petrolio a bordo avrebbe un valore di “quasi 200 milioni di dollari”. TankerTrackers afferma che, secondo i dati di tracciamento marittimo, “non trasmette segnali del sistema Automatic Identification System (Ais) dal 20 marzo scorso”.
07:38
Israele ordina l’evacuazione di 11 villaggi nel Sud del Libano
Israele ha ordinato l’evacuazione degli abitanti di 11 citta’ e villaggi nel Libano meridionale con un messaggio urgente diffuso questa mattina dall’esercito (Idf). Il messaggio invita la popolazione ad abbandonare le proprie case e a spostarsi ad almeno un chilometro di distanza, in aree aperte. Le aree interessate riguardano Jibchit, Sarafand, Kafra e Al-Sharqiyah. L’Idf ha dichiarato di aver condotto operazioni contro Hezbollah, a seguito di quella che ha definito una violazione dell’accordo di cessate il fuoco, avvertendo che chiunque si trovi vicino a combattenti o strutture di Hezbollah potrebbe essere un rischio. Israele ha continuato a effettuare attacchi in tutto il Libano meridionale, nonostante un cessate il fuoco apparentemente in vigore. Le truppe dello Stato ebraico lavorano una striscia di territorio nel sud del Paese dopo un’invasione di terra avvenuta all’inizio della guerra, che ha distrutto abitazioni ritenute “infrastrutture utilizzate da Hezbollah”. Il gruppo armato, sostenuto dall’Iran , ha continuato i suoi attacchi con droni e razzi contro le truppe israeliane in Libano e nel Nord di Israele.
07:09
Trump: “Esaminerò la nuova proposta ma non immagino sia accettabile”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che sta valutando una nuova proposta iraniana per porre fine alla guerra, ma ha anche espresso scetticismo sulla possibilità che porti a un accordo. “Ve ne parlerò più tardi”, ha detto prima di salire a bordo dell’Air Force One. Poco dopo aver parlato con i giornalisti, Trump ha pubblicato un post sui social media riguardo alla nuova proposta, affermando di “non riuscire a immaginare che possa essere accettabile, dato che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”.
00:58
Delhi: “Passata per Hormuz una petroliera diretta in India”
La petroliera Sarv Shakti, battente bandiera delle Isole Marshall e carica di 46.313 tonnellate di Gpl destinato all’India, ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il ministero dei Trasporti marittimi indiano, citato da Reuters. La nave, con a bordo 20 membri dell’equipaggio, di cui 18 indiani, dovrebbe arrivare al porto indiano di Visakhapatnam il 13 maggio, si legge nel comunicato.
00:53
Trump: “Ritireremo molti più soldati dalla Germania”
Trump: “Ritireremo molti più soldati dalla Germania”
00:50
Trump: “C’è la possibilità che la guerra con l’Iran riprenda”
C’è la “possibilità” che gli attacchi contro l’Iran riprendano. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Il presidente però non ha voluto esprimermi sulle tempistiche di questi eventuali nuovi attacchi.
00:30
Teheran: “Non consegneremo mai il Golfo all’America”
“Il popolo iraniano non consegnerà mai il Golfo Persico all’America”. Lo ha affermato il capo della Commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, secondo quanto riporta Yedioth Ahronoth.
00:15
Ben-Gvir e la torta di compleanno con un cappio
Una torta di compleanno con un cappio a decorarla: è l’omaggio ricevuto dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir dalla moglie Ayala. Un riferimento alla controversa e criticata legge sulla pena di morte per i terroristi palestinesi di cui il leader di estrema destra è stato un accesso promotore. “Congratulazioni al ministro Ben Gvir, a volte i sogni diventano realtà”, la frase scritta sulla torta per Ben-Gvir che gli è stata consegnata durante la festa e ripresa in video circolati sui social.