di
Federico Fubini

Il Congresso internazionale dei matematici si tiene ogni 4 anni e assegna i «Nobel» della matematica. Tra i firmatari del boicottaggio anche 206 italiani

Mai nella storia gli Stati Uniti hanno provato l’esperienza di un isolamento internazionale imposto dall’esterno. Lo avevano perseguito fino all’ingresso nella Prima guerra mondiale e in seguito, per un lungo periodo, fra le due guerre. Non lo avevano mai subito prima. Che questo possa accadere adesso si inizia a notare da alcuni segnali anche al di fuori della diplomazia ufficiale. 

Il più evidente sta passando piuttosto inosservato fra le democrazie avanzate, mentre i media di Paesi emergenti come Messico, Vietnam, Brasile o nella stessa Cina iniziano a parlarne: due accademici — Tarik Aougab dello Haverford College della Pennsylvania e Ila Varma dell’Università di Toronto — hanno lanciato una petizione per boicottare il Congresso internazionale dei matematici previsto quest’anno a Filadelfia fra il 23 e il 30 luglio.



















































In poche settimane il loro appello ha raccolto oltre 2.400 firme da 76 Paesi anche di studiosi di spessore internazionale e di intere associazioni: sottoscrivono in blocco le società matematiche di Francia, Australia, Brasile, l’associazione degli scienziati delle Filippine e del Portogallo, oltre alle associazioni di Iran e Cuba. 

Fra le firme ci sono quelle di due vincitori della Medaglia Fields, equivalente a un Nobel per la matematica: il britannico Tim Gowers (che insegna in Francia) e il curdo-iraniano naturalizzato britannico Caucher Birkar (che insegna alla Tsinghua University a Pechino). 

La petizione è spietata nell’illustrare le ragioni del boicottaggio. Ricorda che il congresso precedente avrebbe dovuto tenersi in Russia nel 2022 ma fu boicottato per le minacce alla libertà di espressione o ai partecipanti Lgbtq. E aggiunge: «Non c’è argomento valido per sostenere che i partecipanti internazionali siano più sicuri» a Filadelfia. «L’attuale governo americano ha dimostrato il suo odio sfrenato per gli immigrati», continua il testo, che cita gli omicidi commessi dall’Immigration and Customs Enforcement a Minneapolis e Los Angeles e due decessi sospetti di freddo e per mancanza di cure di altre due persone fermate dall’Ice. Secondo la petizione gli Stati Uniti, «un Paese sull’orlo della legge marziale», potrebbero creare problemi o negare l’ingresso a matematici di decine di Paesi. Quindi l’appello cita «il rapimento illegale del leader del Venezuela» Nicolas Maduro, i continui «omicidi extragiudiziali nei Caraibi», il sostegno alle politiche di Israele su Gaza, la guerra «sfacciata e sconsiderata» contro l’Iran (inclusa l’uccisione di 150 allieve di una scuola a Minab) e «l’assurdo tentativo di colonizzare la Groenlandia». 

La lista delle adesioni dà un’idea del rischio di isolamento dell’amministrazione in Occidente: la Francia esprime il maggior numero di firmatari del boicottaggio (363), seguita dagli Stati Uniti stessi (288), con i matematici italiani terzi più numerosi nell’appoggiare la petizione (206). 

Fra gli italiani figure di spicco, che in edizioni passate avevano ricevuto l’invito a parlare al Congresso internazionale dei matematici: Barbara Fantechi della Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, Matilde Marcolli (California Institute of Technology), Giovanni Forni (Università del Maryland) e Fabio Toninelli (Università tecnica di Vienna). È significativo che le dieci nazionalità più rappresentate nell’appello siano di democrazie avanzate come Germania o Canada, o emergenti come India, Messico o Brasile. 

Molto meno numerose le adesioni cinesi, 24, ancora meno quelle russe. Di rado le autocrazie sono interessate a legittimare i boicottaggi nei confronti di governi accusati di violare i diritti dell’uomo e il diritto internazionale. Pechino e Mosca potrebbero essere riluttanti a creare nuove tensioni con la Casa Bianca: Vladimir Putin ne coltiva la benevolenza per avere mano libera in Ucraina, mentre Xi Jinping si prepara a ricevere Trump a metà di questo mese. 

Non è chiaro se il congresso dei matematici, che si tiene ogni quattro anni e assegna le medaglie Fields, cambierà programma. Lo è invece il peso psicologico che questo nuovo isolamento americano inizia ad avere, se non sul presidente, sull’establishment di politica estera a Washington. 

3 maggio 2026