La Ferrari è la squadra che ha portato il pacchetto di novità tecniche più importante perché sulla SF-26 sono state anticipate delle soluzioni previste per il GP del Canada come l’ala rotante e che hanno cambiato molto l’aspetto della rossa dall’anteriore fino alla coda. Lecito chiedersi se le modifiche deliberate nel lungo mese di sosta bastino per sfidare la Mercedes che, invece, si è presentata con un paio di piccoli ritocchi, ma nella sostanza porterà le evoluzioni solo a Montreal. 

Nel giro secco certamente no, tanto più che sembrano emergere McLaren e Red Bull, mentre la rossa sembra beneficiare delle evoluzioni nel passo gara, dove le differenze con la freccia nero e argento sono decisamente minori. 

Fred Vasseur dopo le qualifiche ha spiegato che “…siamo tutti nella stessa fase di comprensione delle vetture e dell’erogazione dell’energia, per cui ogni sessione non è affatto semplice”.  Un modo elegante per dire che nel box della Scuderia non hanno ancora messo tutto insieme per esprimere il vero potenziale della SF-26, ma che il lavoro svolto a casa è stato importante. 

Ferrari SF-26: l'ala anteriore rivista nella paratia laterale e nel marciapiede esterno

Ferrari SF-26: l’ala anteriore rivista nella paratia laterale e nel marciapiede esterno

Foto di: Roberto Chinchero

Nell’anteriore abbiamo osservato il cambiamento dell’ala anteriore all’esterno della paratia laterale. L’endplate è molto più camberato grazie a una vistosa svergolatura che anticipa il distacco del flusso per orientarlo all’esterno della ruota anteriore con l’intento di incrementare l’effetto out wash. Anche la comparsa di un deviatore di flusso sopra al ricciolo testimonia questa chiara volontà di modificare l’andamento dei filetti lungo tutta la vettura.  

Ferrari SF-26: il braccio posteriore del triangolo superiore è stato spostato più in basso

Ferrari SF-26: il braccio posteriore del triangolo superiore è stato spostato più in basso

Foto di: AG Galli

Per effetto di questi cambiamenti è stato rivisto anche il corner anteriore e le carenature dei bracci delle sospensioni con cover di disegno diverso. Da segnalare, inoltre la maggiore inclinazione del braccio posteriore del triangolo superiore per aumentare l’effetto anti dive, vale a dire l’affondamento del muso in frenata. 

Dettaglio del nuovo tea tray Ferrari SF-26

Dettaglio del nuovo tea tray Ferrari SF-26

Foto di: AG Galli

Nella zona del Tea-tray  è cambiata la cover dell’ammortizzatore dello splitter con una maggiore estensione laterale davanti e dietro. Prosegue l’evoluzione dei deviatori di flusso nel bordo d’entrata del fondo, ottimizzando soluzioni che piano piano vengono copiate dalla concorrenza. 

Ferrari SF-26: ecco il bargeboard con l'elemento verticale scomposto in tre elementi

Ferrari SF-26: ecco il bargeboard con l’elemento verticale scomposto in tre elementi

Foto di: AG Galli

La modifica più appariscente in questa parte della rossa è visibile nel bargeboard esterno che ora presenta l’elemento verticale che si è moltiplicato addirittura in tre parti: il disegno originale della FIA prevedeva di mantenere in wash le perdite dovute alle turbolenze generate dalla ruota anteriore e, invece, gli aerodinamici del Cavallino vogliono spingere i flussi nocivi verso l’esterno trovando una maggiore efficienza aerodinamica. 

Ferrari SF-26: il marciapiede davanti alle ruote posteriore è cambiato molto

Ferrari SF-26: il marciapiede davanti alle ruote posteriore è cambiato molto

Foto di: AG Galli

Anche in coda al marciapiede vediamo degli interventi significativi: gli slot diagonali hanno aumentato la portata d’aria sotto alla vettura, ma è stato rivisto il gomito del diffusore che ora risucchia più aria grazie a quello che non può più essere definito un banale house hole visto che l’apertura è cresciuta molto. 

Dettaglio Ferrari SF-26

Dettaglio Ferrari SF-26

Foto di: AG Galli

Nel retrotreno ci sono i cambiamenti principali: nel diffusore è stata cambiata l’inclinazione della paratia interna, mentre nel bordo d’uscita ai lati dell’estrattore è stato aggiunto un piccolo flap verticale che arricchisce la produzione del carico. Questa soluzione è stata ripresa da Mercedes, Red Bull e McLaren che l’avevano già adottata. 

Grande cura è stata destinata all’evoluzione del sistema FTM che consente il soffiaggio dello scarico. Oltre al flap metallico che devia verso l’alto i gas di scarico, si osserva l’apparizione anche di due prolungamenti laterali in carbonio che danno vita insieme a un profilo che fa parte di un complesso composto da diversi elementi. Il sostegno inferiore dell’ala posteriore, per esempio è stato ridisegnato nell’attacco alla struttura deformabile per essere un’estensione del flap del diffusore e sono state arcuate diversamente le cover della sospensione posteriore per intonare l’andamento dei flussi con le modifiche.  

L’obiettivo è incrementare l’estrazione dell’aria dal diffusore e aumentare l’efficienza dell’ala reverse con una cascata di flap: l’otturazione parziale dello scarico costa 5-7 cavalli, ma il guadagno complessivo aerodinamico nel retrotreno dovrebbe essere di oltre mezzo secondo! 

Dettaglio Ferrari SF-26 dell'ala reverse

Dettaglio Ferrari SF-26 dell’ala reverse

Foto di: AG Galli

L’ala Macarena a Miami ha fatto il suo debutto anche se quella della Florida non è certo la pista dalla quale si può trarre la piena potenzialità della soluzione. La Scuderia ha portato la versione evoluta dell’ala reverse che si era vista nel filming day di Monza. 

Sono cambiati gli attuatori all’interno delle paratie laterali ora più squadrate nel bordo d’entrata superiore e con due venature arcuate nella parte più bassa. Di nuovo disegno anche i due piloni di sostegno e al centro dei flap mobili non è sfuggita la comparsa di un piccolo elemento aggiuntivo verticale. 

Ferrari SF-26: a Miami è ricomparsa l'aletta sul supporto frontale dell'Halo

Ferrari SF-26: a Miami è ricomparsa l’aletta sul supporto frontale dell’Halo

Foto di: AG Galli

Fra le soluzioni di micro-aerodinamica da non dimenticare nemmeno la ricomparsa del flap sul supporto frontale dell’Halo: è stato cambiato non il disegno, ma il materiale. Era plastico ed è diventato di carbonio. 

La Ferrari, insomma, ha rivisto tutta la macchina: probabilmente c’è bisogno di ancora un po’ di tempo per “accordare” tutte le novità, ma riteniamo che il salto di qualità visto a Miami sia minore rispetto alle aspettative del Cavallino. Niente di sbagliato che non funziona, come si era visto in passato, ma forse servirà ancora un lavoro di messa a punto dei dettagli per estrarre quanto Loic Serra ha chiesto ai suoi collaboratori. 

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