Una sfida diretta al sistema di sorveglianza marittima degli Stati Uniti. La superpetroliera iraniana Huge, con a bordo oltre 1,9 milioni di barili di greggio, è riuscita a eludere il blocco navale Usa nell’area dello Stretto di Hormuz e a raggiungere l’Estremo Oriente. Secondo le analisi della società specializzata TankerTrackers.com, riprese dall’agenzia turca Anadolu, il valore del carico trasportato dalla nave della National Iranian Tanker Company si avvicinerebbe ai 220 milioni di dollari.

Come ha fatto?

L’imbarcazione, una VLCC (Very Large Crude Carrier), ha navigato per gran parte del tragitto in modalità “dark”, disattivando i sistemi di tracciamento. I dati disponibili indicano che la Huge ha spento il sistema il 20 marzo, subito dopo aver attraversato lo Stretto di Malacca. Da quel momento, la nave è scomparsa dai sistemi di monitoraggio ufficiali, sottraendosi di fatto alla sorveglianza della Marina statunitense impegnata nel controllo delle sanzioni petrolifere contro l’Iran.

L’ultimo avvistamento

Dopo un primo avvistamento al largo dello Sri Lanka, risalente a oltre una settimana fa, la superpetroliera è riapparsa nelle ultime ore nello Stretto di Lombok, in Indonesia. Secondo quanto ricostruito dal portale economico Moneycontrol, l’unità sarebbe ora diretta verso l’arcipelago di Riau, uno dei principali hub per il traffico di idrocarburi nel Sud-est asiatico. L’operazione rappresenta un successo strategico per Teheran nella lunga partita con Washington sulle esportazioni energetiche. L’episodio conferma infatti la capacità della flotta iraniana di aggirare le restrizioni internazionali e mantenere attivi i flussi verso i mercati asiatici.


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