Roma, 3 maggio 2026 – L’Italia rischia di rimanere senza Difesa . A lanciare l’allarme è il Siulm Aeronautica legandolo sia allo scenario internazionale, con l’annunciato ritiro di migliaia di militari statunitensi dalla Germania, e la minaccia di ritirare anche i soldati delle basi italiane, sia a quella che definisce una “crisi strutturale”: il calo del reclutamento e della permanenza nelle Forze Armate.
Una crisi che, secondo il sindacato dei militari, va scongiurata con l’adeguamento delle retribuzioni, il riordino delle carriere, la costruzione di un sistema previdenziale dedicato. Non si tratta di “rivendicazioni di categoria, ma condizioni minime di sostenibilità”. “Senza questi interventi – avverte il Siulm – il rischio è molto concreto. Un progressivo svuotamento delle Forze Armate comprometterebbe la capacità di risposta del Paese, proprio mentre lo scenario internazionale si fa più instabile”.
Un allarme da non sottovalutare. L’Italia, e più in generale l’Europa, dalla fine della seconda Guerra mondiale hanno potuto contare sulla “forza” della Nato che si basa soprattutto sulle forze militari statunitensi e le basi Usa in Italia.

Basi Usa in Italia e dipendenti civili, i numeri
Un fattore che, nel corso degli anni, ha garantito all’Europa una forza di deterrenza in particolare nei confronti delle mire del blocco sovietico, durante la guerra fredda. Un impianto dell’Alleanza Atlantica che Donald Trump sta mettendo in forte discussione con i continui annunci di una “possibile uscita dalla Nato” e con l’annuncio del ritiro di truppe Usa dalle basi tedesche e la minaccia di farlo anche da quelle italiane.
Una debolezza difensiva che lascerebbe l’Europa più facile preda di mire espansionistiche (ad esempio della Russia in aperto contrasto con l’Europa dopo l’aggressione all’Ucraina) con scenari difficilmente pensabili fino a qualche anno fa.