di
Giorgio Terruzzi
L’azzurro della Mercedes è sempre più leader del mondiale, anche se non è ancora perfetto. Ma il conforto lo offrono proprio i suoi difetti
Siamo così gasati da pensare che convenga scegliere la prudenza. Per scaramanzia, per non esagerare con un entusiasmo che attendevamo da una vita, per non caricare sulle spalle di questo ragazzino i nostri sogni. Basta il suo, di sogno, che della pressione a quanto pare, se ne frega. È un indizio decisivo per valutare la tempra di Antonelli che vince e poi vince e poi vince ancora, va su a quota 100, pur essendo, in pista, il più lontano dalla pensione. Concretezze: moltissime. Intanto, Kimi ha imparato anche a fare corsa di testa, sopportando una pressione massima. Eppure, ciò che più rassicura sono le sue imperfezioni. Non un fulmine, ancora, al via; un po’ esagerato nei tagli di curva — con penalità pagata nella Sprint — non sempre glaciale nelle primissime fasi di gara. È bello che sia così perché stiamo parlando di un pilota vincente che mostra ampi margini di progressione.
Abbastanza da rassicurarci pensando a ciò che sarà. Non solo: in questo lungo mese di pausa Antonelli è stato fotografato, filmato, intervistato, trasportato, in ogni dove. È comparso ovunque, persino negli spot, cosa che ha ricordato quanto accadde un anno fa quando i primi riflettori si posarono su di lui, generando qualche contraccolpo. Niente del genere, vista la grinta messa giù in Florida, il che conferma l’impressione di cui sopra: questo piccolo grande uomo magari sbaglia ma poi impara. Lo fa in fretta, abbinando una capacità introspettiva che non mostra affatto nelle interviste, nelle occasioni pubbliche, quando appare come un ragazzino persino acerbo nei modi, nei gusti, in uno stile di vita che pure sta evolvendosi alla stessa media oraria del suo passo gara.
Ora, siccome stiamo parlando del leader del Mondiale, possiamo accogliere una piccola consolazione profumata di casa, di Emilia mentre facciamo i conti con il dolore per l’addio ad Alex. Il conforto lo offrono i difetti del nostro Kimi. Se spariscono — e spariranno — come accade per ogni giovane di talento, beh, ragazzi, abbiamo davanti un’estate lunga sino a Natale.
4 maggio 2026 ( modifica il 4 maggio 2026 | 07:20)
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