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Daniele Sparisci, inviato a Miami
Il capo della Mercedes sulla terza vittoria di fila di Kimi Antonellli: «Con l’Italia fuori dai Mondiali di calcio si parla soltanto di loro due»
Toto Wolff si gode il fenomeno Antonelli: dietro all’esplosione di Kimi c’è prima di tutto una scommessa vinta dal grande capo della Mercedes. Ma nemmeno lui si aspettava che il 19enne bolognese fosse capace di bruciare le tappe: impensabili tre vittorie di fila («No, non potevamo immaginarlo»).
Il boss austriaco racconta i retroscena dietro al successo di Miami e prova a proteggere Antonelli dalle aspettative ormai altissime. Uno dei personaggi chiave attorno all’azzurro è l’ingegnere di pista, Peter Bonnington: «Bono ha imparato dai migliori, è stato tanto al fianco di Schumacher prima e poi di Hamilton. Ed è un buon mentore per Kimi, è forte. Durante la gara per un paio di volte Antonelli è andato oltre i limiti della pista. Ho detto a Bono che sarei voluto intervenire io in radio e lui mi ha risposto così: “Lascialo a me”. Questo dimostra come sappia gestirlo, è parte del successo. È stata la sua migliore gara, mi ha ricordato le sue prestazioni sui kart o in F4, non ha commesso errori nonostante avesse una grandissima pressione».
Come contenere tanta euforia? «Noi teniamo i piedi per terra, in Italia, siccome non si sono qualificati ai Mondiali con la Nazionale di calcio, ormai è tutto su Sinner-Antonelli. Sono loro le superstar. Aumentano le richieste degli sponsor, gli inviti, noi dobbiamo in qualche modo contenere e pensare a lavorare I suoi genitori hanno fatto un gran lavoro in questa direzione. La sua forza sta anche nel commettere un errore e dimenticarlo subito, non perde tempo a pensare troppo».
Infine Wolff evidenzia i rischi del paragone fra Antonelli e Sinner: « In Italia è un continuo. Ma lui ha vinto tre Gp, l’altro è numero uno del mondo e vince da anni, ha conquistato Slam e decine di tornei. È una partita appena iniziata, dobbiamo ragionare nel lungo periodo: spero che Kimi possa vincere molto nei prossimi 10-15 anni. E non vorremmo far crollare il castello di aspettative aumentandole troppo. Perché il giorno che sbaglierà una gara la gente comincerà a domandarsi: dove è finita la superstar? Ha 19 anni e io alla sua età non ero in grado di prendere un volo da solo, forse nemmeno di arrivare al terminal dell’aeroporto. È comunque incredibile ciò che sta facendo».
4 maggio 2026 ( modifica il 4 maggio 2026 | 07:21)
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