Al centro del mirino c’è Sistemi Informativi, società di Ibm che fornisce servizi a Pa e grandi imprese. L’azienda e il governo hanno già avviato un’indagine

Un attacco diretto alla pubblica amministrazione italiana firmato da un famigerato gruppo hacker. La vittima è Sistemi Informativi, la società di Ibm che si occupa della gestione di tutta l’infrastruttura tecnologica che fa funzionare la pubblica amministrazione, ma che è alla base anche di diverse grandi aziende nostrane. E il colpevole, secondo le prime ricostruzioni, sembra essere Salt Typhoon, un gruppo di cybercriminali che — come riferiscono diversi analisti — potrebbe essere collegato a Pechino.

A darne la notizia è Italian Tech,  a cui Ibm ha confermato di essere stata vittima del cyberattacco. L’azienda ha fatto sapere di avere risposto subito all’incidente informatico con i protocolli di sicurezza e coinvolgendo esperti di sicurezza informatica, e che adesso i servizi interessati dall’attacco — che, secondo alcune fonti, sarebbe durato due settimane — sono stati ripristinati. Anche il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha confermato che si stanno portando avanti le procedure per la gestione dell’incidente. Il ministro ha poi aggiunto che «l’agenzia per la cyber security, la cui delega risiede nella Presidenza del Consiglio, ha avviato ogni azione necessaria con tempestività, mettendosi al lavoro per definire l’origine e l’eventuale impatto dell’attacco e comprendere quali elementi dei sistemi coinvolti possano essere stati eventualmente violati», come riporta IlSole24Ore.



















































Sistemi Informativi oggi ha con la Pa numerosi contratti che vanno dalla gestione del cloud a quella sicurezza informatica. Non si sa ancora quale vulnerabilità abbia sfruttato il gruppo hacker per infiltrarsi nei sistemi dell’azienda collegata a Ibm e, soprattutto, quale fosse lo scopo dell’attacco. Considerata la durata dell’infiltrazione e il modus operandi di Salt Typhoon — che tendenzialmente non fa ransomware, cioè non blocca i sistemi con l’obiettivo di ottenere un riscatto —, con ogni probabilità l’obiettivo del gruppo era quello di raccogliere dati da Sistemi Informativi e dai servizi forniti alla Pa.

Poco più di un anno fa, è stato scoperto che il gruppo di cybercriminali si era infiltrato nei sistemi delle maggiori compagnie di telecomunicazioni americane e di essere riusciti anche a spiare gli allora candidati alla presidenza Donald Trump (e il suo attuale vice JD Vance) e Kamala Harris. Dalle indagini svolte alla fine del 2024 era emersa un’enorme rete che aveva coinvolto non solo figure politiche di spicco ma anche milioni di americani.

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4 maggio 2026