Un focus sul periodo della pandemia
Oltre a questi dati raccolti su un campione di popolazione generico, i ricercatori hanno raccolto dati analoghi anche su un campione di persone durante il periodo della pandemia (nello specifico durante i primi periodi di lockdown). L’idea spiegano era di capire come un evento così stressante potesse influenzare il contenuto dei sogni. In totale sono stati analizzati circa 3700 report relativi alle fasi di sonno e veglia, provenienti da quasi 300 persone (tra popolazione generica e quella in lockdown).
Sogni: un condensato di esperienze e aspettative
Il risultato di questo lavoro ha confermato che i nostri sogni sono un po’ il prodotto di quel che siamo, un po’ di quello che viviamo, ha riassunto Elce. Scrivono infatti gli autori: “Abbiamo dimostrato che il contenuto dei sogni è plasmato non solo dalle caratteristiche uniche di ogni individuo, ma anche da tratti più ampi e generalizzabili ed eventi esterni condivisi. Questo suggerisce la coesistenza di meccanismi che sono ampiamente espressi tra gli individui e di altri che dipendono dal profilo unico di ciascuna persona”. Più nel dettaglio, i sogni sono un condensato di elementi di diverso tipo (i ricercatori parlano di “iperassociazione”), esperienze o aspettative, mescolati insieme in maniera coerente ma bizzarra, quanto più bizzarra quando maggiore è la propensione a vagare con la mente, proseguono gli autori.
Emozioni e ruolo dei sogni
In più, rispetto a quanto vissuto nei momenti di veglia, le esperienze oniriche sono viste più da spettatori che da attori e sono tendenzialmente più ricche di emozioni. Questa ricchezza emotiva, parallelamente a una ricchezza di scenari (soprattutto nelle persone con un interesse maggiore verso i sogni), confermerebbe un duplice ruolo dei sogni, ricordano gli autori: da un lato ci aiuterebbero a staccarci dal mondo reale, assicurando il sonno, dall’altro aiuterebbero anche a fare i conti più da vicino con le emozioni (una delle funzioni associate ai sogni).
Altri dati emersi dalle analisi sono: le persone con maggiore memoria visiva e spaziale riportano più spesso la presenza di oggetti nei sogni, quelle più propense al mind-wandering cambiano spesso scenario onirico, i giovani sognano più spesso aspetti legati al lavoro. Come da atteso, inoltre, i sogni vissuti durante il lockdown riflettevano – momentaneamente – la situazione sociale, ed erano ricchi di riferimenti a concetti come limiti, corpo, interazioni sociali, ma anche a questioni lavorative, temporali, a temi fantastici o drammatici. Ma non solo: “Erano più ancorate alle dinamiche della vita quotidiana e incorporavano riflessioni personali tipiche delle esperienze di veglia”, aggiungono infine gli autori.