Grandi movimenti sono previsti all’orizzonte sul mercato, dove la proprietà nerazzurra ha già stanziato circa 50 milioni che potrebbero aumentare in caso di cessione del difensore


Roberto Maida

Giornalista

5 maggio – 08:24 – MILANO

C’è un’Inter che è stata capace di vincere dominando, ce n’è un’altra che vuole nascere cambiando. Sono le due facce della luna, tra passato e futuro, nelle quali Cristian Chivu si specchia per imprimere il proprio marchio sulla rifondazione. Il primo anno è stato transizione intelligente e remunerativa, da adesso è opportuno intervenire con aggiustamenti profondi per non rimpiangere la paura di osare. L’occasione viene dalla fila di vecchi pilastri che si sono consumati nel tempo e verranno sostituiti: Sommer, Darmian, Acerbi, De Vrij e Mkhitaryan sono tutti in scadenza di contratto e, salvo ripensamenti dell’Inter, concluderanno a maggio la loro esperienza professionale. Poi resta in ballo la posizione di Alessandro Bastoni, incitato nella notte dello scudetto dalla Curva Nord di San Siro e dallo stesso allenatore: qui molto dipende da quanto il Barcellona, o chi altro, vorrà offrire per acquistarlo. A oggi la sua cessione resta probabile, non sicura, con ricadute evidenti sull’impostazione strategica del mercato: un conto è distribuire 40-50 milioni, la cifra che il fondo Oaktree ha promesso per il piano di rafforzamento estivo, un conto è contare su un ammontare doppio, o anche maggiore in caso di altre partenze, che possono finanziare con maggiore credibilità e incisività il cambiamento.

la ratio—  

L’Inter ha staccato di 12 punti la concorrenza, facendo registrare un +8 rispetto all’ultimo campionato di Inzaghi alla giornata 35, essenzialmente grazie alla superiorità dell’attacco: non solo per i 16 gol di Lautaro e i 13 di Thuram, rispettivamente primo e secondo nella classifica dei cannonieri della Serie A, ma anche per i numeri complessivi: 110 reti in 50 partite stagionali, seguendo una precisa logica. “Il calcio è cambiato, adesso non si vincono più i campionati con le migliori difese ma con i migliori attacchi” ha spiegato recentemente Chivu. Ed è su questo fronte che l’Inter insisterà per tornare competitiva anche in Champions League: l’esempio di Psg-Bayern 5-4 è sotto gli occhi di tutti e rinvigorisce gli sforzi delle squadre propositive, a forte vocazione offensiva.

innesti—  

Per crescere però servono soprattutto i calciatori adatti, che permettano alla squadra di giocare in più modi e a ritmi più alti. Difesa a cinque, a tre o quattro a seconda delle necessità. Se l’Inter ha un difetto, è il passo monocorde che in Italia funziona contro la grande maggioranza degli avversari e che nei confronti europei spesso diventa un handicap. Da qui l’idea di acquistare gente che determini imprevedibilità e scossoni dentro alle partite: centrocampisti come Koné della Roma o Ederson dell’Atalanta, frecce come Moussa Diaby che era già stato chiesto all’Al Ittihad a gennaio. Ma anche esterni in stile Palestra che “purtroppo non è nostro” ha osservato Marotta confermando indirettamente la tentazione di prenderlo dopo la grande stagione giocata con il Cagliari e l’esordio in Nazionale. In aggiunta, si avverte il bisogno di un bravo vice per Calhanoglu: Jones del Liverpool risponde all’identikit.

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difesa—  

L’orientamento coraggioso non oscurerà comunque i problemi numerici che nasceranno nell’organico difensivo. A cominciare dal portiere, principale vuoto, che alla società ha suggerito un momento di riflessione: è noto che l’Inter abbia da tempo bloccato Guglielmo Vicario del Tottenham. Ma al tempo stesso monitora Josep Martinez, che potrebbe restare se la coppia Marotta-Ausilio ritenesse opportuno dirottare gli investimenti in altri ruoli. E poi c’è un altro portiere che intriga molto l’Inter da almeno un anno: è Mile Svilar, che la Roma mette in conto di vendere davanti a una buona offerta per sistemare i conti del fair play finanziario. Quanto ai centrali, l’accordo con il bosniaco Muharemovic è stato già raggiunto da settimane: alla fine della stagione è previsto un incontro con il Sassuolo per fissare un prezzo e le eventuali contropartite, ricordando che il 50% del cartellino dovrà essere girato alla Juventus. In arrivo anche un difensore più strutturato. All’innamoramento per lo spagnolo Gila, che piace anche al Milan e ha un solo anno di contratto residuo con la Lazio, bisogna aggiungere il francese Solet dell’Udinese e, udite udite, il terzo romanista della compagnia: l’ivoriano Ndicka, che è mancino proprio come Bastoni e ha dimostrato familiarità con tutte le strutture difensive. Ovviamente è impensabile che l’Inter compri tre calciatori della Roma, club che al di là dei gangli Uefa è molto solido grazie alla presenza del gruppo Friedkin. Ma a seconda delle occasioni e delle esigenze, Marotta e Ausilio studieranno come e dove indirizzare i bonifici. La parola d’ordine, tattica e filosofica, è flessibilità.