Jannik vola al Foro Italico a caccia del record di Djokovic: completare la collezione dei nove Masters 1000


Federica Cocchi

Giornalista

5 maggio – 11:23 – ROMA

È arrivato alle due del pomeriggio. Aeroporto di Ciampino, con un volo privato da Madrid insieme alla squadra. Jannik Sinner continua la sua corsa: Parigi-Indian Wells-Miami-Montecarlo-Madrid e adesso Roma per completare la collezione dei nove Masters 1000 prima di aver compiuto 25 anni. Soltanto un giocatore è riuscito a completare il Golden Masters e si chiama Novak Djokovic. Il serbo ci è riuscito addirittura due volte ma il resto dei Big3, non ce l’ha fatta. Al Magnifico Roger Federer mancano Montecarlo e Roma, a Rafa Nadal Miami, Parigi indoor e Shanghai. Eppure entrambi hanno raggiunto la finale di tutti e nove gli appuntamenti da mille punti.

limiti—  

Dopo aver annientato Sascha Zverev nella finale madrilena vinta in 57 minuti lasciando al rivale appena tre game, Jannik aveva ammesso di essere “un po’ stanco”, ma di voler comunque provare a superare i propri limiti. Andare ancora più su, avvicinandosi al sole. Ma le sue ali non sembrano di cera, a differenza di quelle dei rivali che ormai si sciolgono alla sua vista. Quest’anno solo due giocatori sono stati in grado di batterlo: Novak Djokovic nella semifinale dell’Australian Open dopo una battaglia in cinque set, e Jakub Mensik nei quarti dell’Atp 500 di Doha. Li ritroverà entrambi sulla terra del Foro Italico che lo scorso anno lo aveva accolto come un figliol prodigo al rientro dai tre mesi di squalifica per il Clostebol. L’azzurro, testa di serie numero 1, inizierà sabato il suo percorso verso l’ennesima impresa con il vincente del match di primo turno tra lo statunitense Michelsen e l’austriaco Ofner. 

pausa—  

Cinque giorni per decomprimere tra la vittoria di Madrid e la ripresa di Roma, cinque giorni per ritrovare l’appetito dopo un normale abbassamento dei livelli di adrenalina: “Sono felice di andare a Roma, per me è un posto speciale. Lo scorso anno sono rientrato lì dopo un periodo difficile e il pubblico mi ha dato tanto sia in tema di supporto che a livello emotivo – ha detto prima di partire -. Per questo ripeto, sono felice di tornare, ma vincere non è facile quindi vedremo come andrà”. Dopo l’arrivo nella Capitale, Jannik ha deciso di prendersi un po’ di meritato riposo, non solo per far defluire le fatiche della Caja Magica ma anche per apprezzare quanto fatto fino a oggi. Record che vengono aggiornati giorno dopo giorno e che non devono apparire scontati: “Ora penso solo a riposarmi due o tre giorni: psicologicamente e fisicamente dietro la vittoria in un torneo c’è un grande dispendio di energie. Il corpo sta bene, ma prima voglio godermi questo titolo senza pensare al futuro per riprendermi soprattutto a livello mentale”. La mente e il corpo del cannibale si ricaricheranno ancora per almeno 24 ore. Oggi sui campi del Foro Italico non sono (per ora) segnate ore a suo nome. Il numero 1 al mondo, lo scorso anno finalista qui contro Carlos Alcaraz, dovrà dedicarsi a qualche impegno con gli sponsor e giovedì pomeriggio si presenterà alla stampa per la conferenza pre torneo. 

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famiglia—  

Nella Capitale Sinner è arrivato insieme agli allenatori Cahill e Vagnozzi e con loro studierà l’avvicinamento al torneo che non vede un italiano sollevare il trofeo da 50 anni, quando ci riuscì Adriano Panatta, poi capace di conquistare anche il Roland Garros. I record non sono una cosa a cui pensa, o meglio non li vede solo come numeri da consegnare alle statistiche ma come un mezzo per testare i propri limiti. Come a Montecarlo, Jannik sarà raggiunto a Roma anche dalla famiglia, anche se non da subito. Il bisogno di stare con gli affetti si fa sempre più forte, una nostalgia che Jannik non nasconde più. Lo ha fatto per troppo tempo, per se stesso e per i suoi che lo avevano lasciato libero di trasferirsi a Bordighera per diventare un campione. A Madrid, nell’emozione per la vittoria, ha consegnato il desiderio di stare di più con i suoi, con la mamma che ora deve assistere i genitori anziani, col fratello. Messaggio recepito: arriveranno per abbracciarlo come era stato anche lo scorso anno, quando poi vennero ricevuti da Papa Leone: “Io gioco per la mia squadra e per la famiglia. Col mio successo i miei cari non sono mai cambiati con me, sono sempre dei semplici genitori e quando loro sono vicino a me mi sento molto sicuro. Mia mamma è un modello di comportamento per me, sono molto felice che ci sia, insieme a mio padre sono ancora oggi fonte di ispirazione. E io voglio essere come loro”.