il commissario montalbano

Luca Zingaretti è Il commissario Montalbano in una scena di La pazienza del ragno, stasera in tv.

… ERA MEGLIU ESSIRI d’accordo con la giustizia, quella scritta supra i libri, o con la propria coscienza?». Parole di Andrea Camilleri (1925 – 2019). La chiave, lo snodo e l’unicità di la pazienza del ragno sta tutta in questa domanda.

La risposta l’avremo stasera? Su Rai 1 in prima serata torna Il commissario Montalbano con uno unicum. In La pazienza del ragno (prima messa in onda, a marzo 2006 con 8.241.000 e il 30,44% di share). Nessun indagine su un omicidio, stasera. Il caso c’è ma niente assassini da catturare. Nessuna giustizia da far trionfare, anche se, lo sappiamo, il tono in Camilleri non è mai eroico. Montalbano non è un supereroe. Ha le sue imperfezioni e dubita di se stesso e del suo ruolo. Stasera ancora di più.

La pazienza del ragno è tratto dall’omonimo romanzo pubblicato da Sellerio nel 2004. Fu lo stesso autore a raccontare a la Repubblica che l’idea iniziale era di limitarsi a un racconto. Ma poi, quel Montalbano ancora in crisi e in ospedale, gli fece cambiare idea. E la storia divenne un romanzo autonomo. E unico, tutto centrato sulla crisi fisica e non solo del protagonista. Quella già raccontata in Par condicio.

Il caso su cui indaga il commissario è quello di una ragazza scomparsa nel nulla. Susanna Mistretta stava tornando a casa. Il suo motorino è stato trovato in campagna. La famiglia, un tempo ricca, adesso ha perso tutto. La madre malata, Giulia, fatica a trovare il denaro per le medicine con cui cura un fortissimo esaurimento nervoso. In realtà il caso non è di Montalbano, ma il collega Valente, esperto in sequestri, chiede il suo aiuto. I fantomatici rapitori telefonano al padre, Salvatore. È la figlia stessa a rivelargli la somma necessaria a liberarla. Montalbano, indagando, trova il casco della ragazza. E viene a sapere da una donna  che quella sera si trovava in zona, che una macchina aveva fatto manovra vicino a casa sua. I carabinieri trovano lo zainetto, lontanissimo dal casco: qualcuno sta cercando di depistarli

Quando a Vigata si viene a sapere la somma del riscatto, 6 miliardi di vecchie lire, tanti anonimi concittadini telefonano ai Mistretta suggerendo di rivolgersi a un tal Peruzzo. Montalbano parlando con il dottor Carlo Mistretta, zio di Susanna, viene a sapere che la famiglia ha perso tutto dopo che il fratello di Giulia, Antonio Peruzzo, famoso faccendiere, aveva chiesto un prestito di due miliardi alla sorella e al cognato. Se Peruzzo si era salvato, i Mistretta non avevano più riavuto indietro il prestito. Giulia si era ammalata, per questo. Intanto i rapitori mandano alle tv locali una foto della ragazza in prigionia.

Peruzzo sta per entrare in politica. Montalbano intuisce che forse il vero obiettivo di tutta questa storia è lui. Qualcuno vuole rovinarlo. Quando svela che i rapitori hanno chiesto a lui il riscatto per poi scomparire, il commissario si convince di essere sulla pista giusta. Quando i rapitori si rifanno finalmente vivi, Peruzzo accetta: lascia la somma richiesta in una valigia. Susanna viene liberata.

Montalbano torna con un vero unicum (così volle Camilleri): stasera in tv c’è La pazienza del ragno- immagine 4

Peppino Mazzotta (Fazio) e Luca Zingaretti in una scena

Montalbano va sul luogo concordato per la consegna e ritrova intatta la valigia… piena solo di fogli di giornale. Peruzzo insiste che lui aveva consegnato il denaro. Ma ormai la sua reputazione è crollata. È costretto a ritirarsi. Giulia, abbracciata la figlia, muore.

Montalbano continua le sue indagini. Viene a sapere che Susanna sta per partire volontaria per l’Africa come, gli dice, aveva già deciso. Qualcosa a Montalbano non torna. Ripercorre i fatti. Il motorino, la macchina sospetta, il casco, le telefonate. E quella foto di Susanna prigioniera dei suoi rapitori: il commissario la osserva di nuovo e scopre un dettaglio che prima non aveva notato…