Boom di visitatori per la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento” alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Dalla sua apertura, il 13 marzo, l’esposizione ha fatto registrare oltre 31mila ingressi (precisamente 31.665) con un aumento di più del 30% dei visitatori rispetto al mese di marzo dello scorso anno, e la conferma dello stesso trend per aprile.

Dalla Galleria fanno sapere che il periodo pasquale (2-6 aprile) ha visto la presenza di oltre 5.000 persone, con un 40% in più rispetto lo scorso anno, con 2.022 ingressi domenica 5 aprile (Pasqua e prima domenica del mese, con accesso gratuito). Eccellenti anche i numeri del 25 aprile (1.096 visitatori) e del ponte del primo maggio (3.726, con 1.947 presenze domenica 3 maggio, a ingresso gratuito), i quali ribadiscono l’attrattività della proposta scientifica della Galleria.

L’esposizione dedicata a Giotto e San Francesco, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, ha ricevuto al Medaglia dal Presidente della Repubblica. La rassegna si sofferma sulla felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto per teatro l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento e che ha dato vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna; nell’ultima parte del XIII secolo, infatti, si assiste al passaggio da un linguaggio forbito e stilizzato, in debito con la tradizione bizantina, della cosiddetta “maniera greca”, alla rivoluzione figurativa promossa dal maestro fiorentino, capace di imbrigliare e restituire la realtà e i suoi affetti con una coerenza e una credibilità fino ad allora del tutto inedite.

Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, ripercorre tutta questa straordinaria stagione, attraverso oltre 60 opere, realizzate da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana, in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio. Nell’ottica di valorizzare la grande tradizione artistica dell’Umbria, l’iniziativa fornisce al visitatore l’occasione di estendere lo sguardo su un patrimonio diffuso in tutto il territorio regionale, fino alle località più remote.



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