Post social con 60 milioni di visualizzazioni, sondaggi con centinaia di migliaia di voti e conversazioni infuocate per l’esperimento mentale che costringe a scegliere tra due opzioni con la salvezza dell’umanità (e individuale) in gioco

Da qualche giorno il dibattito divide la rete: un sondaggio all’apparenza banale ha spaccato in due l’opinione pubblica digitale. Prima un tweet di Tim Urban, blogger di «Wait but Why». Poi un altro post su X del mega-youtuber MrBeast. Oltre 60 milioni di visualizzazioni per due soli contenuti sul social di Musk, centinaia di migliaia di voti nei sondaggi, molte migliaia di commenti e di ricondivisioni. E poi ancora infinite conversazioni, spesso molto accese nei toni, su Reddit e altri social. Il tutto per un esperimento mentale semplice, ma spietato.

La domanda: rosso o blu?

Immaginate che ogni essere umano sulla Terra debba votare in segreto premendo un pulsante, senza conoscere il voto degli altri. Le opzioni sono due: un bottone è rosso, l’altro è blu
Per decidere dovete solo conoscere quel che accadrà: 
1) se più del 50% dell’umanità preme il tasto blu, tutti sopravvivono;
2) se invece la soglia del 50% non viene raggiunta, tutti i «blu» muoiono sul colpo e si salvano solo quelli che hanno scelto il rosso
Voi cosa fareste?



















































È una variante su scala globale del classico dilemma del prigioniero, uno dei giochi logici più celebri e studiati, progettata per far scontrare razionalità individuale e fiducia collettiva. Il successo del giochino non deve stupire: «Squid Game», la serie coreana di Netflix dall’enorme successo, ma anche reality show come «Survivor», il videogioco «Among Us», i libri e i film di «Hunger Games»  (oltre a «Matrix» per il rosso e blu) sono tutte opere d’ingegno che si basano su assunti simili a quelli del giochino virale.

La matematica della sopravvivenza

I social si sono subito trasformati in un campo di battaglia: semplificando molto, da una parte ci sono i cinici, dall’altra gli idealisti. La questione, se analizzata con la fredda logica della teoria dei giochi, è chiara: la scelta che funziona è una sola. Ed è quella che assicura la salvezza individuale al 100%: premere il rosso. I matematici la definirebbero una «strategia strettamente dominante». Se nel mondo vince il blu, vi salvate lo stesso (le regole, ricordiamolo, dicono che in quel caso sopravvivono tutti). Se il blu perde, vi salvate comunque perché avete scelto una (cinica) scialuppa di salvataggio.
Il pulsante rosso è la scelta ottimale per un partecipante che persegue il proprio interesse, senza curarsi delle mosse altrui. Il blu, al contrario, vi espone a un rischio letale, che dipende da variabili totalmente fuori dal vostro controllo.

Perché vince il blu nei sondaggi reali

Se la fredda logica spinge verso il rosso, nei sondaggi reali sui social ha vinto il blu. E anche con un certo margine: il 56% degli oltre 300 mila voti nella questione posta da MrBeast, il 58% nel sondaggio di Tim Urban. Un sondaggio di opinione su 14.000 americani, selezionati su basi di rappresentanza socio-demografica, ha mostrato che il blu vince tre a uno, imponendosi nettamente anche nell’elettorato Maga. Un voto legato all’auto-percezione del tratto caratteriale di «onestà»: le persone che si autodefinivano sincere sceglievano blu molto più spesso.
Empatia, umanità e fiducia nel prossimo sembrano (per fortuna, vien da dire) prevalenti. 

I sostenitori del rosso insistono su un punto: se tutti ragionassero a mente fredda e premessero il rosso, nessuno morirebbe. Questo però vale soltanto sulla carta. Il partito blu esprime un volto ottimista e anti-individualista, ma ribatte anche un bagno di realismo: in un pianeta con otto miliardi di abitanti ci saranno sempre cinici, disinformati, persone non in sé, bambini piccoli o semplici bastian contrari. Ottenere il 100% di conformità per il rosso è un’impossibilità statistica. È molto più facile puntare a far scegliere a metà della popolazione la cosa giusta, piuttosto che convincere l’intera umanità a optare per l’egoismo che, se espresso dal 100% dei votanti, garantirebbe salvezza certa a tutti. 

Il paradosso crudele della bontà

Le uniche persone che, nel giochino mentale, rischiano davvero di morire sono esattamente quelle che hanno scelto di fidarsi, ovvero i blu. Se muoiono, è perché non c’erano in giro abbastanza esseri umani disposti a fare lo stesso. Lo scenario peggiore in assoluto è quello in cui il blu si ferma al 49,99%. Mezzo pianeta viene spazzato via in un istante. Ma a quel punto chi resta ad abitare la Terra? Solo coloro che hanno scelto l’interesse personale a discapito della collettività o che semplicemente hanno ceduto alla paura. Gli ottimisti, gli altruisti, i puri e i fiduciosi verrebbero letteralmente cancellati dalla società. Un mondo abitato esclusivamente da individui pragmatici, impauriti, paranoici e, a quel punto, divorati da un planetario senso di colpa. 

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5 maggio 2026 ( modifica il 5 maggio 2026 | 15:43)