In un reparto zeppo di problemi e dallo scarso rendimento, il tecnico ha chiarito pubblicamente la sua stima per l’americano che non fa gol da tanto, troppo, tempo. Sul quale però resta l’incognita legata al rinnovo (e alla Champions)


Marco Pasotto

Giornalista

5 maggio – 14:09 – MILANO

La crisi è profonda, le spiegazioni abbondano, il futuro è ancora tutto da scrivere. Ma qualcosa di importante sul conto di Christian Pulisic l’ha detto nelle ultime ore il suo allenatore. Sala conferenze di Milanello, vigilia di Sassuolo-Milan, domanda dalla platea: “L’utilizzo del 3-5-2 può avere ripercussioni sul futuro di Pulisic?”. Risposta secca del tecnico, senza giri di parole: “No, sul futuro no, anche perché è un giocatore molto importante ed è difficile trovarne di bravi come lui in giro”. Il quesito nasceva da una riflessione nei giorni precedenti di Allegri sul rendimento dell’americano in relazione al sistema di gioco (“Senza un centravanti vero accanto, patisce di più”) e quindi la domanda ci stava tutta. A restare impressa è stata appunto la replica dell’allenatore, che di fatto ha tolto Christian da qualsiasi ragionamento di mercato.

valutazioni—  

Perché poi da qualche punto fermo bisogna pur ripartire, anche quando le stagioni non si sviluppano come si vorrebbe e anche quando c’è un intero reparto d’attacco diventato da mesi incapace di produrre ciò per il quale viene pagato. Pulisic, assieme a Leao, è il massimo emblema degli stenti offensivi del Diavolo, l’ultima volta che l’ha buttata dentro eravamo ancora nel 2025 e un’assenza dal gol così lunga è clamorosa. Ma Allegri, dopo aver blindato il suo numero 11, ha fornito anche un’ulteriore chiave di lettura: “Non bisogna andare a guardare se un giocatore un anno fa bene e un altro meno bene. Occorre valutare a 360 gradi, ci sono dei valori assoluti che non cambiano”. Il ragionamento equivale evidentemente a un’assoluzione per l’annata corrente – o meglio, per l’anno solare 2026 – e l’inequivocabile attestato di stima precedente è praticamente una sentenza: là davanti si deve ripartire da Pulisic, è lui l’uomo attorno al quale ridisegnare l’attacco.

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migrazione—  

Sempre che arrivi la Champions, ben inteso. Perché in caso contrario diventerebbe tutto molto precario, a partire proprio dall’allenatore. Le altre punte agli occhi di Allegri sono teoricamente sacrificabili. Lo è ovviamente Füllkrug, che tornerà al mittente. Lo è Gimenez, che in termini assoluti a Max non dispiace ma che non si può definire propriamente un pupillo del tecnico. Lo è Nkunku, troppo discontinuo e impalpabile. E lo è anche Leao, sul quale la migrazione tattica da esterno a punta centrale fondamentalmente non è riuscita, o necessiterebbe comunque ancora di parecchio lavoro. Al netto della pubalgia, che lo sta rallentando da mesi, la doppia fase del portoghese continua a non essere valutata all’altezza anche all’interno del club. Più costi che benefici con Rafa in campo, insomma. Resta, dunque, Pulisic. Ma la strada per andare avanti insieme, per quanto la stima di Allegri gli abbia fatto piacere, non è così semplice. Sullo sfondo resta sempre quel dialogo contrattuale che al momento non esiste. Sono mesi che club e agenti non si aggiornano più e Christian scadrà nel 2027: le esperienze passate insegnano, iniziare la prossima stagione in assenza di rinnovo sarebbe una pessima idea. Probabile che adesso – come sottolinea sempre Allegri – tutti attendano di capire come finirà il campionato prima di prendere delle decisioni. Ma poi arriverà il tempo delle scelte. Allegri ha tolto Christian dalle dinamiche di mercato, a lui starà bene?