È il giorno dell’abbattimento di palazzo Fienga a Torre Annunziata, il “Fortapasc” raccontato da Marco Risi nel film dedicato al nostro Giancarlo Siani, il giovane giornalista del Mattino ucciso nel 1985 proprio per le sue inchieste sulla malavita di questa parte della provincia di Napoli.
Oggi a celebrare la cancellazione del fortino del clan Gionta, il “palazzo della morte”, come lo chiamavano e lo chiamano ancora qui a Torre Annunziata, ci sono anche i ministri Piantedosi e Salvini, accolti dal prefetto Di Bari e dal sindaco metropolitano Manfredi.
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Intorno all’edificio durante l’abbattimento c’è poca Torre Annunziata, qualche curioso, poca voglia di commentare. Un ex dipendente comunale ci ha spiegato il perché: «in mezzo a noi, in questo momento, ci sono esponenti del clan che osservano e individuano tutti quelli che sono qui». Parole che lasciano senza fiato.
«La lotta alle mafie si vince solo se si è uniti. Si combatte non solo con le parole ma con gli atti. Quando c’è da fare le lotte alle mafie uniamoci». E’ appello rivolto a tutte le forze politiche dal vice premier, Matteo Salvini, alla cerimonia dell’avvio di demolizione di palazzo Fienga. «Su alcuni temi sarebbe sano che la politica fosse unita – ha sottolineato – questo, oggi, è l’esempio di una vittoria di un sistema unito e compatto».
L’abbattimento di Palazzo Fienga, per anni la roccaforte del clan Gionta di Torre Annunziata «è un risultato importantissimo sottolineato da tutti, altissimo valore simbolico». Lo ha detto nel corso del suo intervento il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «La demolizione arriva al termine di una rocedura complessa, che ha necessitato anche di una sollecitazione con la nomina commissariale. È una giornata molto importante perché celebriamo l’avvio della demolizione, viene raso al suolo simbolo della presenza della camorra. Da un luogo brutto, chiuso e opprimente si costruirà una piazza aperta alla cittadinanza Da luogo esclusivo del malaffare a luogo inclusivo, per vivere questo territorio pieno di potenzialità e storia». Piantedosi poi ha sottolineato che farà «una sollecitazione al Prefetto perché questo luogo venga intitolato a Giancarlo Siani. Il sacrificio del giovane giornalista ucciso nel 1985 è simbolico di quello che era questo territorio qualche decennio fa. La lotta alla mafia – ha concluso Piantedosi – si fa con attività costante della magistratura e delle forze dell’ordine, ma anche con la restituzione dei beni sottratti e il loro riutilizzo sociale, che resta un risarcimento danno alle comunità. Negli ultimi anni, con l’Agenzia per i beni confiscati è avvenuta la restituzione del 300 percento in più di beni».
«Oggi provo grande soddisfazione per una giornata molto importante. Viviamo e conosciamo questi territori, sappiamo le difficoltà nella gestione dell’ordine pubblico, quanto la camorra è stata invasiva in queste comunità soprattutto perchè si è sostituita allo Stato, è stato un punto di riferimento». Lo ha sottolineato Gaetano Manfredi, sindaco dell’area metropolitana di Napoli, in occasione della cerimonia di demolizione di Palazzo Fienga, a Torre Annunziata. «Erano le persone alle quali i cittadini si rivolgevano per avere una prestazione sanitaria, una prestazione al Comune per avere qualcosa che doveva fare lo stato – ha sottolineato – è importante che si sia voluto demolire questo luogo. Ci sono dei momenti nei quali la cancellazione rappresenta un simbolo di cambiamento. Ci sono dei momenti in cui dei simboli devono scomparire. Questo è un messaggio molto forte che viene dato. Tanti passi in avanti sono stati fatti e bisogna farne altri, è una battaglia di tutti».
«L’abbattimento di Palazzo Fienga a Torre Annunziata costituisce un fatto assolutamente positivo, un avanzamento della civiltà nella lotta irrinunciabile contro la camorra e suoi simboli. Sono orgoglioso di aver dato da ministro un modesto aiuto affinché ciò si realizzasse nel segno della collaborazione istituzionale. Torre Annunziata ha una storia nobile e persone perbene, merita sviluppo, legalità e crescita» dichiara Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Campania.