Garlasco (Pavia) – Marco Poggi sarà ascoltato dai magistrati di Pavia martedì 6 maggio, parallelamente alla convocazione di Andrea Sempio (che invece non risponderà alle domande). Ma per provare a dare una cornice all’incontro del fratello di Chiara Poggi con i .pm bisogna fare un passo indietro. Qualche settimana dopo il massacro nella villetta di via Pascoli, a Garlasco. Le ore 12.30. La tv è accesa sul telegiornale Studio Aperto. La giornalista annuncia: “Esisterebbe un filmato che mostra aspetti intimi di Chiara e Alberto e dei loro problemi relazionali”. Papà Giuseppe Poggi sbotta: “Un’altra bugia”. Accanto a lui il figlio Marco lo corregge: “Un video esiste”. Il fratello di Chiara riprenderà il discorso dai carabinieri quando viene ascoltato il 18 ottobre 2007. “Un anno fa, non so riferire data e mese, ero in camera di mia sorella per navigare. Chiara aveva lasciato acceso il computer, che era ancora collegato a Internet. Lei si trovava nel salone e mi riferiva che stava scaricando un file dal computer di Alberto, su Msn”. Dice Marco di essersi avvicinato e aver visto la barra del download e aver letto la chat. “Non ricordo, visto il tempo trascorso, esattamente i messaggi, ma posso dire che dal loro contenuto, anche se non completamente esplicito, intuii che il file doveva contenere immagini relative alla loro intimità”.

Chiara Poggi uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007

Chiara Poggi uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007

“Lei aveva la sua cartella. Ma non ho mai visto filmati”. Il dialogo tra Marco e Alberto al cimitero dopo il delitto

Poco tempo prima Chiara e Alberto erano stati in vacanza in Liguria. Marco lasciava intendere agli inquirenti che il filmato fosse stato girato proprio lì, al mare. Negava che la sorella gli avesse parlato del video. “Lei aveva la sua cartella. Ma non ho mai visto filmati”. Il fratello di Chiara ne parla ad Alberto, al cimitero, mentre riempie l’annaffiatoio per i fiori. “Gli ho chiesto se era in possesso di qualche video – diceva –. Lui ha confermato, sorridendomi, e ha aggiunto che il video, girato col cellulare, era riferito alla loro intimità. Gli ho chiesto di averlo, eliminando le parti intime. Ha detto che me lo avrebbe fornito, ma che potevo farlo io, essendo più bravo con il pc”. Stasi verrà arrestato e il progetto salterà.

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La caccia al movente e la consulenza dell’esperto informatico Paolo Dal Checco

Il tema dei video intimi di Chiara e Alberto – conservati sul pc che la ragazza condivideva con il fratello Marco e al quale avevano accesso anche alcuni suoi amici, tra cui Sempio – torna ad essere fondamentale nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Se Sempio, oggi unico nuovo indagato per l’omicidio, ha agito per un movente sessuale, ecco, quel movente pm e carabinieri del Nucleo investigativo di Milano potrebbero averlo rintracciato proprio nei filmati privati di Chiara e Alberto. L’analisi che potrebbe aver fatto emergere le tracce nascoste lasciate da chi ha visto (e, chissà, copiato) quei file è contenuta nella consulenza dell’esperto informatico Paolo Dal Checco. Sempio, tuttavia, ha sempre negato nelle interviste di aver visionato quei video.

I video intimi di Chiara e Stasi (con la password) e quel verbale di Marco Poggi: “Avevo intuito”. Caccia al movente sessuale di Sempio nel pc

È nel verbale di Marco Poggi del 2007 che spunta Sempio. “Nella mia abitazione, tra primavera ed estate 2007, sino alla partenza per le vacanze il 5 agosto, si sono portati i miei amici Andrea Sempio e Alessandro Biasibetti. Durante le visite rimanevamo nella saletta tivù o al primo piano nella camera di Chiara per usare il pc”. Non si sa se del video Marco abbia parlato con gli amici. Il dubbio degli inquirenti è che le immagini, in qualche modo intraviste, possano essere legate al movente del delitto.

Durante le visite di Sempio e Biasibetti rimanevamo nella saletta tivù o al primo piano nella camera di Chiara per usare il pc

La perizia di Paolo Reale: le cartelle sensibili chiuse da password

Resta la prima perizia sul pc di Chiara a stabilire che i filmati con Alberto fossero presenti, e ben custoditi. Il consulente tecnico Paolo Reale firma la relazione per il primo grado in cui Stasi viene assolto. Analizza il pc usato da Chiara, dal fratello, dagli amici e, a volte, da Stasi.  Sul portatile di Alberto c’è una cartella compressa nominata “Tatina“ che contiene video personali. “I filmini amatoriali girati insieme a Stasi e trovati sul pc portatile di quest’ultimo sono anche sul pc di Chiara, all’interno di un file compresso in formato zip con password di protezione”. 

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Quelle strane ricerche di siti a luci rosse su Internet prima del delitto

Un paio di mesi prima di essere uccisa, Chiara aveva fatto ricerche su Internet, salvate su una chiavetta Usb. Di solito navigava su siti web di giornali femminili. Venerdì 8 giugno 2007 salva invece articoli catalogati così: “Abusati 550”, “pedofili 1, 2, 3”, “anoressia 1, 2, 3, 4, 5”. A parlare, vittime di abusi di adulti, fidanzati. Oppure vittime di ferite troppo grandi che in qualche modo li spingevano all’autodistruzione. Fra i temi ricorrenti, la sofferenza nella sessualità. Due articoli parlano di vittime di omicidio, casi irrisolti, Dna e reperti. Non solo. Sul computer di Chiara sono state identificate ricerche di siti erotici e sexy shop effettuate quando lei era fuori casa. La mamma Rita Preda ha dato questa spiegazione: “Chiara mi aveva segnalato, stigmatizzandolo, il fatto che si fosse accorta di alcune navigazioni verso siti a luci rosse che aveva trovato sul pc”. Nella perizia Reale viene annotata una ricerca di materiale pornografico di “interesse maschile”. Il perito aggiunge fra parentesi: “Il fratello”. Ma una mano annota a penna: “No, era via”.