Pisa, 5 maggio 2026 – Il sindaco di San Giuliano Terme (Pisa), Matteo Cecchelli, ha emesso stasera una nuova ordinanza di evacuazione per circa 150 persone residenti o dimoranti nella parte più alta del crinale del Monte Faeta attraversato dal maxi incendio nei giorni scorsi. Il provvedimento è stato preso per le previsioni meteorologiche per le ore serali e notturne, con possibili forte piogge che potrebbero determinare frane e smottamenti di terreno.
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Il punto di accoglienza
La protezione civile ha allestito un punto di accoglienza in una palestra, in località Ghezzano, comunque gran parte delle persone evacuate troverà ospitalità presso parenti e amici. Inoltre, una seconda ordinanza è stata emessa per disporre la chiusura delle scuole di Asciano, un’altra frazione, anche domani permanendo l’allerta meteo arancione che è stata data dalla Regione Toscana solo per le aree interessate dall’incendio del Monte Faeta proprio a causa della modifica dei luoghi devastati dalle fiamme.

SAN GIULIANO TERME, 2 MAGGIO 2026: Le conseguenze dell’incendio del monte Faeta ad Asciano il 2 maggio 2026 (foto di Enrico Mattia Del Punta)
L’incendio
Intanto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’assessore regionale Leobardo Marras e il sottosegretario alla presidenza della Regione, Bernard Dika, esprimono un sentito ringraziamento a tutta l’organizzazione antincendi boschivi per l’impegno straordinario dimostrato in occasione del grave incendio. Sono stati oltre 800 i volontari e operai forestali intervenuti nell’arco di cinque giorni di lotta attiva, coordinati da circa un centinaio di direttori delle operazioni di spegnimento di Regione e degli enti locali e dalla Sala operativa regionale. Un lavoro corale che ha consentito di fronteggiare un evento eccezionale per intensità e periodo dell’anno. A incendio ormai spento, il bilancio definitivo parla di circa 660 ettari di superficie percorsa dal fuoco e un perimetro complessivo di circa 20 chilometri. L’incendio è stato dichiarato sotto controllo domenica 3 maggio, dopo cinque giorni di operazioni ininterrotte. Durante l’emergenza sono state evacuate circa 3.500 persone, senza che si registrassero feriti.
Le indagini
Sarebbe riconducibile alla condotta negligente di due operai agricoli lucchesi il maxi incendio.
Martedì 28 aprile i due uomini, entrambi sulla cinquantina e titolari di una ditta di giardinaggio, stavano bruciando sfalci di potatura di olivi a poca distanza dal bosco. Convinti di aver spento il fuoco, si sarebbero allontanati per la pausa pranzo. Al loro rientro, le fiamme si erano già propagate nella vegetazione circostante, complice anche il vento. L’allarme era stato nel frattempo lanciato da un residente della zona.