di
Cesare Giuzzi
I video girati da Chiara Poggi e Alberto Stasi erano salvati sul pc a cui avevano accesso anche Marco Poggi e i suoi amici. Come Andrea Sempio. Il presunto movente sessuale ipotizzato dai pm per il delitto di Garlasco lascia pensare che proprio quello dei filmati sia uno dei punti fondamentali dell’inchiesta
Due amici, 19 anni dopo. Andrea e Marco. Il primo oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, e il secondo che, dopo aver lasciato Garlasco per vivere in Veneto, potrebbe conoscere un segreto rimasto finora nascosto a tutti. Ma non, almeno questo è il sospetto vista la doppia convocazione dei magistrati in contemporanea per domani, a chi indaga nella nuova inchiesta su Garlasco.
I video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi
Al centro il tema più controverso e al tempo stesso delicato, quello dei video intimi di Chiara e Alberto che lei conservava sul pc. Un computer che lei condivideva con il fratello Marco. E al quale avevano accesso anche i suoi amici.
L’individuazione da parte dei pm pavesi di un presunto movente sessuale dietro il giallo di Garlasco, lascia pensare che proprio quello dei video sia uno dei punti fondamentali dell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano su Andrea Sempio.
Il presunto movente sessuale dietro al delitto
I pm diretti dal procuratore Fabio Napoleone hanno sul tavolo una corposa consulenza dell’esperto informatico Paolo Dal Checco. Un’analisi che potrebbe aver portato alla luce le tracce nascoste lasciate da chi ha visto (e magari copiato) quei video.
E il sospetto che Andrea Sempio possa aver avuto accesso a quei filmati. Un’ipotesi che il 38enne ha sempre negato nelle interviste rilasciate in tv in questi mesi.
Domani Marco Poggi sarà davanti ai pm
Mercoledì davanti all’aggiunto Stefano Civardi e alle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano Andrea Sempio si avvarrà della facoltà di non rispondere. Uno dei temi dell’interrogatorio potrebbe essere proprio quello dei video intimi. Marco Poggi era già stato sentito il 20 maggio a Mestre nel giorno in cui Sempio non si presentò all’interrogatorio a Pavia.
Anche in quel caso si trattò di una convocazione in contemporanea. Ora però le indagini sono quasi concluse e la procura di Pavia tra pochi giorni svelerà le sue carte. Per questo la nuova convocazione di Marco come testimone (e quindi con l’obbligo di dire la verità) pesa ancora di più.
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La madre: «Chiara si era accorta dei clic ai siti a luci rosse»
Ma da cosa nasce il sospetto legato ai video? Sul pc di Chiara erano state trovate ricerche di siti erotici e sexy shop effettuate quando lei non era in casa. In più, la madre Rita Preda aveva dichiarato che «Chiara mi aveva segnalato, stigmatizzandolo, il fatto che si fosse accorta di alcune navigazioni verso siti a luci rosse che aveva trovato sul pc».
La cartella «Albert» che Chiara Poggi aveva protetto con password
Fin qui però si parla di siti porno. E i video intimi? Il dubbio è legato alla strana operazione che la vittima aveva fatto sul suo pc pochi mesi prima del delitto: aveva protetto con una password la cartella «Albert» in cui si trovavano i filmati con il fidanzato.
Marco Poggi e le parole ad Alberto Stasi dopo il funerale
Ad alimentare il mistero le parole di Marco Poggi proprio ad Alberto Stasi pochi giorni dopo il funerale mentre tornavano dal cimitero. Gli aveva chiesto di avere (per darli come ricordo ai genitori) alcuni spezzoni dei filmati che loro avevano girato, almeno nelle parti che potevano essere diffuse.
Lì per lì Stasi, senza dar peso alla cosa, rispose che era impossibile tagliarli. La circostanza è stata anche al centro delle domande del procuratore Napoleone a Stasi quando anche lui è stato sentito il 20 maggio a Pavia. In quell’occasione il magistrato ha chiesto nel dettaglio come venivano girati i filmati, con che fotocamera e su quali supporti erano stati salvati.
L’interrogatorio del 2007 e le chat tra Chiara e Stasi
Che Marco Poggi sapesse dell’esistenza dei video è cosa nota: lo raccontò lui stesso agli inquirenti quando venne sentito il 18 ottobre 2007 dicendo che usando il pc si era accorto di una chat in cui la sorella e Alberto parlavano di un video che lei stava scaricando.
«Posso solo dirvi che dal loro contenuto (dei messaggi, ndr) anche se non completamente esplicito intuii che il filmato che Chiara stava scaricando doveva contenere immagini relative alla loro intimità».
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5 maggio 2026 ( modifica il 5 maggio 2026 | 19:19)
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