di
Federica Nannetti
L’omicidio nel centro storico di Parma nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1986. La donna, che continua a proclamare la propria innocenza, ospite della prima puntata di Belve Crime
«Se fossi stata una bella casalinga nessuno si sarebbe interessato a me. Invece ho lavorato in un night e allora sono una poco di buono, no?». Si è sempre professata innocente, Katharina Miroslawa, e lo fa ancora: «Ero la colpevole perfetta. La donna senza scrupoli che uccide per denaro».
E di denaro, in ballo, ce n’era molto: una polizza vita da un miliardo di vecchie lire in suo favore stipulato dall’amante Carlo Mazza, che lei, Miroslawa, avrebbe potuto riscuotere solo in caso di morte dell’uomo. E’ questo, per la giustizia, il movente di quello che è passato alla storia come il giallo di Carnevale. E che martedì 5 maggio l’ex ballerina ripercorrerà con Francesca Fagnani nella prima puntata della seconda edizione di Belve Crime.
Un docufilm sulla sua vicenda
L’ex ballerina di night club (allora 23enne) fu condannata insieme al marito Witold Kielbasinski per l’omicidio dell’imprenditore Mazza. Kielbasinski ha confessato di aver materialmente commesso il delitto, avvenuto nel centro storico di Parma nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1986. Quarant’anni fa.
Lei, appunto, quale mandante, non ha mai smesso di dirsi innocente e di puntare il dito contro indagini fatte male, a suo dire, con diversi elementi trascurati. Negli anni si è rifatta una vita, si è risposata, non si è mai sottratta a interviste e pure docufilm sulla sua vicenda e ora è pronta a tornare e a farsi intervistare.
L’intervista a Belve Crime
Tra gli elementi non presi in considerazione a sufficienza, sostiene ora Miroslawa, ci sarebbero alcuni costumi da bagno acquistati in Germania e che sarebbero dovuti essere interpretati come la sua volontà di tornare da Mazza e di partire per il weekend alle Mauritius da lui prenotato poco prima della sua partenza per la Germania dove viveva il figlio: «Quel costume da bagno dice molto di più di tutti questi processi – insiste –. Quando ho saputo che Carlo era morto, sarei voluta correre da lui. Ecco, questa è la verità».
Una nuova vita a Vienna
Lei ora si è rifatta una vita: dopo 12 anni di carcere (la condanna, nel 1992, fu di 21 anni), si è trasferita a Vienna, lavora nel settore dei vini. Nel 2021 si è risposata con Karl Gustav, ma è stato con Kielbasinski che ha vissuto gli anni più spregiudicati, portando in giro per l’Italia spettacoli nei night club.
Carlo Mazza è uno degli incontri avvenuti proprio in una di quelle sere, finendo per frequentarlo e per desiderare – stando alle sue parole – di viverci per sempre. Ma le cose sono andate diversamente e a poco è servita la confessione del marito che si attribuì ogni responsabilità, versione però che non verrà ritenuta credibile: «Ho agito per gelosia, non per denaro», ha giurato Kielbasinski.
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5 maggio 2026
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