di
Adriana Logroscino e Viviana Mazza
Il tycoon: il Papa non fa il bene dei cattolici, gli va bene un Iran nucleare. Il Pontefice: predico la pace.
La replica del Papa arriva in serata: «Chi mi critica usi la verità». È l’epilogo segnato da una giornata che si era aperta con il nuovo attacco del presidente Donald Trump al Pontefice. «Se dipendesse dal Papa andrebbe bene per lui che l’Iran abbia un’arma nucleare. Penso stia mettendo a rischio molti cattolici», aveva detto in un’intervista. La replica da Castel Gandolfo è stata netta: «La missione della chiesa è predicare il Vangelo, predicare la pace, se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo che lo faccia con la verità, la Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c’è nessun dubbio e quindi spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio».
Lo scontro arriva alla vigilia della visita di Marco Rubio in Vaticano che aveva come obiettivo ricucire lo strappo di tre settimane fa. E invece in un’intervista andata in onda lunedì sul network conservatore Salem News Channel (lo stesso che trasmetteva il podcast dell’attivista di destra Charlie Kirk, assassinato lo scorso anno) al presentatore radio Hugh Hewitt, di fede cattolica, il nuovo affondo di Trump. Il giornalista chiede: «Lei sta andando in Cina, presidente. C’è stato questo scambio tre lei e papa Leone. Io vorrei che il Papa parlasse di Jimmy Lai (il dissidente di Hong Kong in carcere, ndr). Lei ha parlato di Jimmy Lai con il presidente (Xi Jinping, ndr). Lo farà di nuovo?». E Trump: «Lo farò. E l’ho fatto e c’è un po’ di asprezza da parte sua su Jimmy Lai. Hong Kong non è stato così facile. Ma ne riparlerò». Il conduttore insiste: «Mi piacerebbe che ne parlasse il Papa, che parlasse di riportarlo in patria. Sarebbe importante». Poi Trump replica: «Be’, il Papa preferisce parlare del fatto che va bene se l’Iran ha un’arma nucleare. Non penso che sia una buona cosa, penso che stia mettendo a rischio molti cattolici e molte persone. Ma immagino che, se dipendesse dal Papa, andrebbe bene per lui che l’Iran abbia un’arma nucleare». Nel corso dell’intervista, il conduttore assicura a Trump che l’attacco contro il programma nucleare iraniano è la cosa più importante che ha fatto in questo suo secondo mandato alla Casa Bianca.
Il nuovo attacco del presidente Usa contro papa Leone scatena prese di distanza e critiche, e anima il dibattito italiano. Il segretario di Stato Pietro Parolin avverte: «Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, di predicare la pace, come direbbe San Paolo, opportune et importune. Anche di fronte a questi nuovi attacchi la linea rimane quella».
Le forze politiche sono pressoché unanimemente schierate con Leone. «Attacchi né condivisibili né utili alla causa della pace — dice il vicepremier Antonio Tajani —. Il governo condivide la sua visione, a favore di dialogo, vita umana e libertà». E l’altro vicepremier, Matteo Salvini, sia pure con sfumature diverse, conferma: «Attaccare il Santo Padre non serve a nulla e non risolve nessun problema. Il Papa non si discute, si ascolta». Quindi Salvini torna sul suo possibile ruolo di pontiere con gli Usa, dopo che Trump aveva attaccato Giorgia Meloni — che contestava le prime parole del tycoon contro Leone — e citato invece il leghista, rilanciandone un’intervista ai media americani. E promette: «Cerco di mettere il mio mattoncino al servizio della costruzione della pace, come chiede il Santo Padre». Definisce «inopportune» le parole di Trump Maurizio Lupi leader di Noi moderati.
Le parole del presidente americano indignano le opposizioni. «Trump si comporta come un bullo prepotente — protesta Elly Schlein, segretaria del Pd —. Non posso che ribadire la nostra solidarietà a Leone». Chiama in causa la premier Angelo Bonelli di Avs: «Il vero nemico della pace è chi sta esportando guerre in ogni angolo del pianeta».
5 maggio 2026
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