La nave scuola TS Shtandart, che sarebbe riconducibile alla Russia nonostante batta bandiera delle Isole Cook, incrocia al largo di Pantelleria e «ha Palermo e poi Cagliari nel piano di navigazione».  Il tutto «in palese elusione del regime sanzionatorio stabilito dall’Unione Europea a seguito dell’aggressione russa contro l’Ucraina».

Lo ha denunciato il segretario di  +Europa Riccardo Magi, chiedendo rassicurazioni al Governo e alle autorità sul fatto che l’imbarcazione non attraccherà nei porti italiani. Rassicurazioni che sono arrivate dalla Guardia Costiera, che in una nota ha spiegato: «Allo stato attuale non risultano richieste di approdo da parte della predetta unità nei porti nazionali. Approdo che, qualora richiesto, conformemente al vigente Reg. Ue 833/2014 e successive modifiche ed integrazioni, risulterebbe vietato nei porti europei».

Ma +Europa ha però sottolineato che il vascello «viene segnalato a largo di Pantelleria e resta confermato sul loro sito il piano di navigazione che prevede l’attracco al porto di Palermo. Anzi, rispetto a questa mattina, l’equipaggio dell’imbarcazione, che ha il transponder spento, ha anche aggiunto una tappa a Cagliari, per ripartire poi il 16 di maggio». Di qui la richiesta di monitorare la situazione, perché «permettere il suo attracco non solo costituirebbe una violazione tecnica delle norme, ma un inaccettabile segnale di debolezza politica e una mancanza di rispetto verso le vittime del conflitto in corso. Il regolamento Ue – prosegue Magi – vieta infatti l’accesso ai porti degli Stati membri a tutte le navi registrate sotto bandiera russa o che tentino di aggirare tali restrizioni attraverso cambi di registro o gestioni societarie opache».

Il vascello Shtandart batte attualmente bandiera delle Isole Cook, ma fino al giugno 2024, come si legge nel certificato di registrazione dell’imbarcazione, batteva bandiera russa. Inaugurata nel 1998, la Shtandart è una ricostruzione dell’omonima fregata che guidò la flotta dello zar Pietro il Grande nel Baltico nel XVIII secolo. La nave sarebbe collegata a una struttura di gestione detenuta all’80% da Vladimir Martus, armatore russo e comandante della Ts Shtandart, anche se, da quasi due anni, il vascello è invece registrato a nome di Mariia Martus, figlia di Vladimir. 

Visti i presunti legami con Mosca, nel corso del 2025 diversi Stati membri dell’Unione europea, tra cui Spagna e Francia, hanno proibito al vascello di entrare nei propri porti.

(Unioneonline)

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