Beppe Bergomi, ex capitano dell’Inter, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Gian Luca Rossi dopo la vittoria dello scudetto
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Beppe Bergomi, ex capitano dell’Inter, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Gian Luca Rossi dopo la vittoria dello scudetto. Ecco le sue parole: “Il mio scudetto preferito? Sicuramente quello del Triplete perché è fondamentale perché hai raggiunto un traguardo che in Italia non è riuscito a nessuno. E poi gli ultimi due: perché in un mondo dove funziona di più la negatività e le critiche e le tossicità rendono tutto più velenoso, aver vinto questi due scudetti qua è importante. Io penso che se uno arriva secondo in campionato e in Champions fa una grande stagione, da noi si dice fallimento: i ragazzi sono stati bravi nelle difficoltà a tirare fuori quello che avevano dentro per ripartire e vincere un campionato non scontato.
Chivu? Quando uno pensa a lui, ha vinto tutto con l’Inter con quel caschetto, si è giocato tanto con questa maglia. Quest’estate Samaden mi ha raccontato tutta la sua storia e io gli ho chiesto dov’era bravo e lui mi ha risposto “Cristian ti entra nel cuore”. Questi ragazzi avevano bisogno di essere toccati nelle corde giuste per rimettersi in gioco: questa è stata la vera mossa di Chivu. Perché quest’anno l’Inter quando perdeva ripartiva. Gli scontri diretti sono stati un tallone d’Achille, ma io ci metto quelle fino alla settima e anche Roma e Como: tu devi vincere con quelle dietro, dove l’Inter non ha mai sbagliato.
L’Inter ha 82 punti e fatto 82 gol: questo dimostra il valore della squadra. E dico perché sono più bravi perché sono bravi nelle scelte: io non dimentico che quando perdono il derby, sia Milan e Napoli dicono che non guardano più indietro ma avanti. Ma la partita con la Roma ha dato un colpo a tutti: l’Italia esce dal Mondiale e le critiche erano verso i giocatori dell’Inter. Lì riparti e vinci 5-2, ci sono i momenti: quella vittoria è il gol di Calhanoglu, perché nel primo tempo non stavamo finendo bene. Poi nei turni dopo le altre hanno detto “non ce la facciamo più” e tu hai avuto più vita facile: gli avversari ci sono stati. Gli infortuni? Anche l’Inter ha avuto fuori i giocatori decisivi. E la cosa bella è che nei momenti di difficoltà hai trovato sempre protagonisti diversi: Zielinski è stato importantissimo, ma un giocatore che fa 18 assist e 6 gol come Dimarco ti porta a vincere”.
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