Ezechia Zacchia è un protagonista dimenticato del nostro Rinascimento, un maestro del nostro golfo, che ha saputo guardare lontano. Al Museo Etnografico ‘Giovanni Podenzana’ di via del Prione 156, venerdì si terrà un incontro, con relatore Nicola Barattini, nell’ambito del ciclo ‘La devozione in Liguria e alla Spezia’, realizzato in collaborazione con il centro culturale Il Porticciolo. Al centro della conferenza la figura di Ezechia Zacchia, meglio noto come Zacchia da Vezzano, un artista che partendo dai borghi del Golfo seppe conquistare le committenze più prestigiose della Lucca del Cinquecento.

Zacchia da Vezzano non fu un semplice esecutore di provincia: ebbe un ruolo fondamentale nel trapiantare le novità del Rinascimento romano in terra toscana e ligure, filtrando l’eco dei giganti come Raffaello e Michelangelo attraverso una sensibilità personale. La sua pittura è intrisa di quel classicismo che cercava l’equilibrio delle forme e la profondità teologica, elementi che lo resero un punto di riferimento centrale nel contesto lucchese.

A innescare questa nuova riflessione critica è stato il recente ritrovamento di una sua opera custodita nell’oratorio di San Rocco a Lerici. Questa scoperta non è solo un tassello in più nel catalogo dell’autore, ma rappresenta una chiave di volta per ricostruire l’influenza esercitata dall’artista nell’intera area lunigianese. Il dipinto permette infatti di gettare nuova luce sui legami culturali e sulle rotte della devozione che univano il territorio spezzino ai grandi centri d’arte limitrofi. Zacchia emerge così come un mediatore culturale, un artista capace di dialogare con i grandi modelli del suo tempo senza smarrire le radici locali.

L’incontro è aperto a studiosi e appassionati. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero di telefono 0187 727781 o consultare il sito ufficiale del museo all’indirizzo etnografico.museilaspezia.it.

m. magi