Il tecnico motiverà il gruppo mostrando le immagini delle partite migliori dell’anno. Cambio di programma per la trasferta di Lecce: la squadra partirà alla vigilia


Guglielmo Buccheri

Giornalista

6 maggio 2026 (modifica alle 07:33) – MILANO

L’unità di crisi nasce e si scioglie a missione compiuta. Alla Continassa, qualcosa si muove perché il momento non ammette distrazioni o leggerezze: la Juventus va dritta in Champions se vince a Lecce (sabato), batte la Fiorentina e si prende il derby con il Torino, altrimenti si ballerebbe, e non poco. “Non possiamo non arrivare tra le prime quattro… non possiamo non vincere le ultime tre gare di stagione… tutto è nelle nostre mani, se non siamo banali, siamo la squadra che sa cosa fare e dove arrivare…”: l’ex ct azzurro ha parlato così al gruppo e, al gruppo, parlerà così anche oggi alla ripresa dei lavori. 

A rapporto—  

Imprevedibilità e cattiveria: il giusto mix da ritrovare in fretta dopo la scivolata contro il Verona all’Allianz Stadium. Il niente di fatto contro un avversario già retrocesso ha fatto scattare l’allarme rosso e aumentare la curva del rischio: Spalletti ha richiamato tutti alle proprie responsabilità. “Non esistono percentuali di forma fisica o di convinzione: siamo al 100 per cento, dobbiamo esserlo per prenderci un posto Champions…”, racconta Manuel Locatelli, capitano di uno spogliatoio un po’ in apnea. Imprevedibilità è la variante necessaria per fare della Juventus l’immagine di ciò che chiede il suo tecnico. Cattiveria è la condizione senza la quale “non si fa gol…” (Locatelli dixit). L’unità di crisi è in campo, Lucio da Certaldo la garanzia e il punto di riferimento per uscire dai guai: nell’immediato dopo partita di domenica pomeriggio, il tecnico toscano ha usato concetti forti per scuotere i suoi ragazzi, a tre giorni dall’inaspettato pareggio userà toni più pacati, ma riflessioni che dovranno toccare le corde giuste. Spalletti, durante la sua avventura sotto la Mole, ha già adattato il metodo dei video dei momenti migliori da mostrare quando qualcosa si poteva mettere di traverso togliendo certezze: potrebbe accadere di nuovo in queste ore di passaggio da una gara senza sorrisi ad una che dovrà far tornare il pieno di buonumore. 

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Da rivitalizzare—  

L’unità di crisi è, di fatto, costituita: settimana tipo – solo ieri riposo – e, soprattutto, squadra in viaggio non il giorno della partita come da consuetudine inaugurata dall’allenatore toscano fin dallo scorso dicembre, ma tutti in aereo venerdì dopo pranzo con ritiro in Salento, a Lecce teatro di una sfida a dir poco ingombrante. Spalletti, per una volta, abbandona la strada degli allenamenti “invisibili” e si concentra su un’agenda tradizionale perché, tra le cose da mettere a posto, c’è anche la condizione fisica di chi sta mostrando un po’ di sofferenza. Cominciando dalla difesa, Bremer sembrava avviato ad una ripartenza da giorni migliori, poi l’amnesia che ha aperto la strada al gol del Verona: il brasiliano deve rimettersi in linea di galleggiamento dentro una nuova stagione non priva di contrattempi dovuti alla sfortuna. In mezzo al campo, McKennie ha steccato le ultime due uscite: l’essersi dedicato ad una lunga serie di adattamenti di ruolo rischia di presentare il conto ora che gli appelli Champions sono terminati. E sempre in mezzo al traffico ecco spuntare il più giovane dei fratelli Thuram alla prese con una frenata nelle prestazioni complice una non perfetta condizione legate al fastidio per un edema osseo. Là davanti, occhi puntati su Yildiz e un ginocchio sinistro infiammato da un bel po’. Spalletti chiede di mostrarsi nelle versione più bella e naturale: lo chiederà ai suoi ragazzi come gli ha chiesto di liberarsi dalla paura. “Siamo abituati alle pressioni, sappiamo che dobbiamo vincere tre partite su tre”, dice Locatelli. Oggi in campo alla Continassa, domani anche, così come venerdì. E venerdì bagagli nella stiva e gruppo atteso all’aeroporto di Brindisi per l’atterraggio della vigilia.