Sostiene l’avvocata Angela Taccia, che di Andrea Sempio diventò amica vent’anni prima di difenderlo da un’accusa di omicidio, che la scelta del silenzio davanti ai pm di Pavia è stata presa a prescindere dalla convocazione di Marco Poggi: «Perché di lui ci fidiamo. Figuriamoci. Lui sa la verità». Un patto reciproco che dura fin dai banchi delle scuole medie, dove gli adolescenti Andrea e Marco si scelsero come compagni d’avventure alla fine dei Novanta. Un legame talmente stretto da non venire mai sfiorato dall’omicidio di Chiara e dalla prima inchiesta a carico del 38enne commesso di telefonia, aperta e chiusa in tre mesi all’epoca in cui gli inquirenti di Pavia erano «dalla nostra parte». Una saldatura che conoscerà stamattina l’ultima prova, quando i due amici varcheranno lo stesso portone di tribunale e si divideranno solo nel corridoio della Procura. Per Andrea e i suoi difensori, una breve formalità. Per Marco, un lungo elenco di quesiti da affrontare senza il suo legale Francesco Compagna, ai quali non potrà sottrarsi. Molti dei quali inseriti anche nella lista preparata per l’indagato e destinata al cestino.

Garlasco: messaggi, filmini e segreti. Perché si torna a scavare sulla comitiva di amici

di Massimo Pisa

05 Maggio 2026

Il pc, quello in camera della sorella, «ma non era il computer personale di Chiara — come specificò Marco anche ai pm Mario Venditti e Giulia Pezzino il 16 febbraio 2017 — bensì il computer in uso a tutta la famiglia». Più ospiti. «Quando Andrea veniva da me passavamo il tempo a giocare ai videogiochi», aggiunse. Tacendo del resto della compagnia: Alessandro Biasibetti, l’allora fidanzato di Angela Taccia oggi diventato diacono, e Roberto Freddi e Mattia Capra che a Garlasco sono rimasti a vivere. Eppure, lo dicono le nuove analisi sulle vecchie copie forensi del pc e della chiavetta usb di Chiara, da quell’hard disk e quegli schermi transitò molto altro. Un video di sciocchi vandalismi scolastici che coinvolgevano Andrea Sempio. Navigazioni su siti a luci rosse (un breve accenno ai carabinieri lo fece pure mamma Rita nel 2007 riportando le piccate lamentele di Chiara). E ancora, soprattutto, i video intimi tra la sorella e il fidanzato Alberto Stasi, celati a maggio nella cartella albert.zip (poi resa invisibile a luglio) e protetti da password, ma violati come racconta la consulenza informatica dell’esperto Paolo Dal Checco. E infine, sinistre coincidenze tra immagini macabre salvate sul pc e le stesse postate e commentate su remoti forum online.

È il lato più oscuro e indicibile della vicenda, che si somma alle evidenze scientifiche raccolte nell’ultimo anno. Sull’impronta 33, che per Procura e carabinieri venne lasciata da Andrea Sempio sul muro delle scale che portavano alla cantina qualche istante dopo i colpi di grazia inferti a Chiara, Marco Poggi era già stato ascoltato a lungo il 20 maggio 2025. E in quella occasione ampliò di parecchio il numero di ambienti della villetta che a suo dire l’amico frequentava. Porgendo una sorte di stampella alla versione difensiva dell’indagato. Che nemmeno in quella occasione parlò. Oggi i due compagni delle medie ormai cresciuti potranno guardarsi negli occhi. Poi due porte si chiuderanno alle loro spalle.