CONEGLIANO – Il giorno dopo il calare del sipario sulla stagione, proseguono gli echi e le considerazioni su un’annata caratterizzata dalla conquista di Scudetto e Coppa Italia. E pazienza se non è arrivata la vittoria in Champions League: per quella l’appuntamento è già proiettato alla prossima edizione. All’indomani del rompete le righe nella classica cornice di Ca’ del Poggio, in casa della Prosecco Doc Antonio Carraro Imoco il sentimento di delusione e amarezza delle ore precedenti sta ormai scomparendo. Complice naturalmente l’affetto che, sia in piazza Cima a Conegliano che sulle colline di San Pietro di Feletto, ha quasi travolto le pantere, presenti all’evento anche se in stampelle come Cristina Chirichella e Nika Daalderop.

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Cristina Chirichella

In particolare la centrale campana, dopo l’infortunio al legamento crociato anteriore del ginocchio destro aveva dovuto dare forfait, rinunciando alla trasferta turca in quella che avrebbe potuto essere la sua ultima apparizione con la casacca gialloblù, è stata una delle più abbracciate.

Chirichella, come ha vissuto questi momenti?

«Sto metabolizzando piano piano quanto accaduto. Sicuramente non volevo finisse così, ma credo che nessuno lo vorrebbe. Purtroppo è successo e lo accetto. Appena ho capito di che cosa si trattava ero tristissima per il ginocchio, ma anche per il non poter giocare l’ultima competizione della stagione e non stare assieme alle mie compagne. Questo mi ha un po’ distrutto nel cuore, però in questi giorni ho affrontato la situazione».

Qual è il bilancio della vostra stagione?

«È stata caratterizzata da alti e bassi, perché il campionato è sempre più forte e ci sono molte squadre di qualità. Abbiamo affrontato un percorso di crescita, per qualcuno i risultati sono dati solo dalle coppe vinte ma non è così in realtà. Siamo arrivate a giocarci tutte le competizioni fino alla fine, purtroppo ci sono anche le avversarie. I due trofei conquistati ci rendono in ogni caso contente».

Come sta dal punto di vista fisico?

«Mi dovrò operare e poi fare fisioterapia e riabilitazione. Previsioni di rientro non ce ne sono, si parla di 6-8 mesi. La società mi ha già dato disponibilità a seguirmi in questo percorso, sono davvero molto contenta di tutto ciò, vedrò il da farsi».

Sarah Fahr

Una stagione, quella delle pantere, analizzata anche da Sarah Fahr. «È stata davvero particolare dopo tanti anni nei quali vincevamo sempre abbiamo avuto qualche difficoltà, penso alla Supercoppa e al Mondiale per club. Però abbiamo imparato tanto, ci siamo messe in discussione per migliorare come squadra. Il mio fidanzato dice che ci sono giocatori che darebbero la vita per ottenere risultati simili ai nostri. Siamo contente anche per aver chiuso la stagione con una vittoria».

Smaltita la delusione della semifinale con il Vakif?

«Come ha detto la nostra capitana Asia ci vorrà ancora un po’ di tempo per farlo. Ci abbiamo pensato ma ormai non può cambiare più nulla, credo che rimarrò amareggiata per qualche settimana».

Adesso un break di una ventina di giorni, poi l’attendono gli impegni azzurri.

«Staccherò per un po’, in particolare sotto il profilo mentale. In questo momento non ho ancora pensato alla Nazionale, considerato soprattutto che con Conegliano sono rimasta concentrata fino all’ultimo pallone. Arriverò al raduno dell’Italia trovando compagne già più avanti di me nella preparazione, lavorerò assieme a loro per portare a casa risultati di rilievo. Ci teniamo non soltanto per noi, ma anche per tutti quelli che ci seguono. Il trasporto del pubblico è una bella cosa, le aspettative ci sono e noi vogliamo far felice la gente, magari distraendola da cose meno piacevoli».

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