Messaggio a Marie Colomb
Quando si parla di trasmissione del mestiere, Cotillard assicura di non avere consigli da impartire alle giovani generazioni, se non, al massimo, su qualche aspetto tecnico. Uno dei suoi colpi di fulmine più recenti? Marie Colomb, vincitrice del Trophée Chopard consegnato da Angelina Jolie nel 2025 e rivelazione della serie Culte, sulla piattaforma Prime Video. La giovane attrice interpreta Loana, concorrente di Loft Story. Tragica coincidenza del calendario, il nostro incontro con Marion Cotillard si svolge il giorno dopo l’annuncio della scomparsa di Loana Petrucciani, vincitrice della prima edizione del 2001 e figura pionieristica della reality tv francese. «Amo gli attori capaci di offrire interpretazioni e di scomparire completamente dentro il proprio personaggio. Quello che ha fatto Marie Colomb è alta acrobazia. Mi è venuta voglia di scriverle per dirle quanto mi avesse turbata».
Modello per le nuove leve del cinema, Marion Cotillard suscita anche un rispetto enorme tra i suoi coetanei. Marina Foïs, per esempio, ce ne parlava in occasione dell’uscita del film Moi qui t’aimais, in cui presta il volto a Simone Signoret: «In Francia si tende a parlare male degli attori, ma io li amo e voglio difenderli. Siamo contaminati dalla notorietà, dal potere, dai soldi, ma una forma di purezza resiste ancora. In lei avverto una vera integrità e un autentico gusto per l’avventura. Basta guardare alle scelte di Marion Cotillard. Ha un amore vero per il cinema e sono certa che, per i grandi attori, la cinefilia resti la bussola».
Una volta, però, ha davvero rischiato di perdere la bussola. È successo dopo le riprese di La vie en rose. Per incarnare Édith Piaf, ha trascorso ore a perfezionare un playback impeccabile e a lavorare sulla postura, per restituire la fragile figura curva dell’icona della canzone francese. Ha anche accettato una metamorfosi spettacolare e cinque ore al giorno di trucco: sopracciglia assottigliate, capelli rasati, una calotta in lattice, una protesi dentale. Una trasformazione del genere lascia il segno. «Quando ne parlavo, mi prendevano per una pazza», commenta con un sorriso. Si riferisce con ogni probabilità a quella sorprendente intervista rilasciata ai colleghi britannici del The Guardian, in cui raccontava di essere stata perseguitata dal personaggio al punto da non riuscire a liberarsene per otto mesi: «Ho fatto esorcismi con il sale e con il fuoco. Sono andata a Bora Bora per sfuggirle. Sono andata in Perù, a Machu Picchu, e ho partecipato ad antiche cerimonie sciamaniche per purificarmi, dopo aver finalmente capito perché non riuscivo a lasciarla andare. Era stata abbandonata da bambina. La sua paura più grande era restare sola». Oggi, in modo più spiccio, riconosce che «c’è voluto il piede di porco».