È quando il colore esplode, facendosi denso e aggressivo, quasi fisico, che Antonio Ligabue diventa pop, anzi un fenomeno pop. La sua pittura resta fuori dalle accademie, dal giro dei critici, va per le strade e per le piazze, per i cascinali e i casali delle terre emiliane. Un fenomeno omaggiato e rilanciato dal piccolo schermo, con lo sceneggiato della Rai del 1977 diretto da Salvatore Nocita e interpretato da Flavio Bucci, e di recente anche dal cinema con il film “Volevo nascondermi” diretto da Giorgio Diritti e interpretato da Elio Germano. Ma per Ligabue a parlare sono soprattutto i numeri. I grandi numeri che accompagnano le mostre a lui dedicate.
Allestire un percorso che attraversa la sua intensa attività pittorica non è mai opera semplice. Ligabue per sopravvivenza e per trasporto umano distribuì la sua vasta eredità pittorica, più di un migliaio di pezzi, ad amici, conoscenti, gente incontrata per caso.
Chi più si è avvicinata alla vastità dell’opera di Ligabue è la grande monografica “Il ruggito dell’anima” dedicata ad Antonio Ligabue che si chiude il 10 aproile a Pisa. Una mostra allestita per il 60° anniversario della scomparsa dell’artista e prodotta da ARTIKA di Daniel Buso ed Elena Zannoni, con il patrocinio del Comune di Pisa e della Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue e curata da Mario Alessandro Fiori, unitamente alla Direzione artistica di Beside Arts.
I numeri della mostra agli Arsenali Repubblicani
Un evento espositivo che ha portato agli Arsenali Repubblicani più di 15.000 visitatori. Tanti ne erano a marzo quando gli organizzatori hanno diffuso il primo e unico bilancio della mostra. Dato che è stato ampiamente superato adesso che la mostra è giunta praticamente al termine e al quale va aggiunta una più che significativa percentuale di visitatori provenienti da fuori la Toscana, segno che testimonia la forza magnetica di Ligabue, capace di attrarre sempre grandi numeri.
“La rilevante la percentuale di visitatori provenienti da fuori regione conferma le previsioni ovvero che la mostra avrebbe avuto le potenzialità per diventare occasione per un vero e proprio turismo culturale e generare proficue ricadute sull’indotto. Il successo del ‘Ruggito dell’anima’ dimostra come Pisa possa essere sempre più un punto di riferimento per grandi progetti espositivi capaci di attrarre pubblico e turismo, offrendo occasioni di incontro autentico con l’arte e valorizzando gli spazi storici della città”, ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Pisa, Filippo Bedini.
Così come merita una particolare attenzione, in tempo di bilanci, il dato che riguarda il mondo della scuola: centinaia di studenti di ogni ordine e grado sono stati i i protagonisti del programma di visite guidate a loro dedicate.
“Vedere così tanti giovani affollare le sale e partecipare attivamente alle visite guidate è la dimostrazione che l’arte, quando è autentica, non ha barriere generazionali”, ha commentato Daniel Buso, amministratore di Artika, società organizzatrice dell’esposizione.
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