di
Silvia Turin

La notizia arriva dal Sudafrica che sta sequenziando i virus trovati all’interno dei corpi di due passeggeri (di cui uno deceduto). Il virus Andes è quello per cui è documentata la rara trasmissione uomo-uomo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato martedì di sospettare che si sia verificata una rara trasmissione da uomo a uomo del virus hantavirus tra persone a stretto contatto a bordo della nave da crociera MV Hondius colpita da otto casi.

Il ceppo: rara trasmissione umana 

Una prima possibile conferma viene oggi dal ministero della Salute Sudafricano (Paese dove si trova il corpo di uno dei tre deceduti finora e di un passeggero britannico) che ha dichiarato da poco, secondo le prime informazioni di agenzia, che il virus sequenziato che ha infettato i soggetti  sarebbe del tipo Andes, l’unico ceppo per cui è documentata una rara ma possibile trasmissione uomo-uomo tra contatti molto stretti, presente soprattutto in Sud America (specialmente Argentina e Cile). 
I soggetti esaminati sono una donna olandese deceduta a Johannesburg e in un uomo britannico ancora ricoverato in ospedale.



















































Una coppia olandese e un cittadino tedesco sono le persone decedute. Marito e moglie e avevano viaggiato in Sud America prima di imbarcarsi. 

Sulla nave

Intanto la Spagna ha acconsentito, in seguito a una richiesta dell’Oms e dell’Unione Europea, che la nave da crociera attracchi alle Isole Canarie per gestire l’assistenza sanitaria di passeggeri ed equipaggio secondo un rigoroso protocollo internazionale. Contrario il governatore delle Canarie che chiede un incontro urgente con il premier spagnolo Sanchez. 
Attualmente la nave è ormeggiata al largo di Capo Verde.

Due membri dell’equipaggio sintomatici e un caso da contatto stretto dovrebbero essere evacuati verso i Paesi Bassi in queste ore. 
Due medici specialisti in malattie infettive partiti dai Paesi Bassi dovrebbero poi salire a bordo della nave da crociera.

Un ex passeggero a Zurigo

Da Zurigo, in Svizzera, arriva la notizia che un ex passeggero della nave da
crociera è stato ricoverato ed è risultato positivo al virus. In un comunicato del ministero della salute elvetico si legge che l’uomo «era tornato in Svizzera dopo aver viaggiato sulla nave da crociera» e in Sud America con la moglie (che sta bene). 

I sintomi possono comparire dopo pochi giorni e fino a un massimo di sei settimane dal momento del contagio. Sono febbre, mal di testa, dolori muscolari e sintomi gastrointestinali come dolore addominale, nausea o vomito.

L’Argentina continua ad avere il maggior numero di casi di hantavirus Andes nella regione delle Americhe: il governo ha confermato 41 casi della malattia dall’inizio del 2026 e ha riferito che l’attuale stagione epidemiologica mostra una diffusione della malattia superiore rispetto agli anni precedenti.

Contagio, malattia, terapie  

La via di infezione più comune è l’inalazione di parti di escrementi polverizzati di roditori infetti (ma anche urina o saliva), raramente con morsi o graffi di topi. Il virus, per esempio, potrebbe diffondersi tramite gli impianti di aerazione. 

I virus presenti in Nord, Centro e Sud America (incluso il virus Andes) causano principalmente la sindrome polmonare da hantavirus, che colpisce polmoni e cuore, con una mortalità fino al 40%
Quelli diffusi in Europa e Asia provocano perlopiù febbre emorragica con sindrome renale, con una mortalità fino al 25-30%.

Non esiste una terapia antivirale specifica la cui efficacia contro l’hantavirus sia stata dimostrata. La cura è principalmente di supporto: ossigeno, ventilazione meccanica, attenta gestione dei fluidi. 
Diversi candidati per un vaccino sono in fase di sviluppo iniziale, la Fase 1.

Articolo in aggiornamento….

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6 maggio 2026 ( modifica il 6 maggio 2026 | 11:55)