di
Mario Platero
Intervista a Michael J. O’Loughlin: «Ora il Papa ha chiarito che intende essere anche lui un protagonista diretto nel dialogo politico americano se provocato»
Per il nuovo attacco di Donald Trump a Papa Leone colpisce la scelta dei tempi: proprio alla vigilia dell’arrivo a Roma del suo ministro degli esteri, Marco Rubio, che doveva abbassare la tensione Vaticano Casa Bianca. Che Trump abbia di nuovo perso il senso della misura? E come reagisce il mondo cattolico americano all’offensiva di Trump, questa volta in un’intervista alla rete Salem? Lo abbiamo chiesto a un importante esponente laico della comunità cattolica americana, Michael J. O’Loughlin, direttore della rivista National Catholic Reporter, con una esperienza di quindici anni nel periodico gesuita “America, The Jesuit Review”. Gli ricordo che il Papa ha già risposto di nuovo a Trump in modo significativo: «Spero di essere ascoltato per il valore della parola di Dio».
«Risposta perfetta del Papa, ricorda al Presidente la sua missione di leader religioso, ma Trump ha scelto di trattare con il Papa come con qualunque altro leader politico che lo critica nelle sue scelte: va subito all’attacco, è certo che la cosa lo ripaghi sul piano elettorale interno, ma qui commette di nuovo un errore ed è recidivo: inimicarsi i cattolici non è una buona idea. Credo anche che lo faccia perché il Papa è americano e gode di sondaggi interni molto più elevati dei suoi, sente il fiato della concorrenza, tutto molto illogico, ma questa è la natura di Trump».
Quando diventa difficile la missione di Rubio.
«Certamente il Presidente non gli ha fatto un favore! Ma il senso della missione non cambia. Trump è impulsivo, ma non vuole l’escalation.
La missione del segretario di Stato è più importante delle aggressive dichiarazioni ripetute di Trump. Il fatto stesso che l’incontro avvenga dimostra che sia il Vaticano che la Casa Bianca vogliono voltare pagina».
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Che linea sceglierà Rubio?
«Rubio è molto leale nei confronti di Trump, cercherà di abbassare la tensione e cercherà di spiegare, di giustificare, le scelte americane sull’Iran e sulle questioni politiche internazionali. Lo farà con il dovuto rispetto, riconoscendo la differenza di ruoli tra la missione della Chiesa e del suo leader spirituale e quella di un presidente americano che si deve confrontare con sfide sia sul piano militare che economico. Credo si troveranno bene, hanno in comune sia una cultura americana che latino americana, chissà che non finiscano per dialogare in spagnolo».
C’è anche un risvolto di politica interna?
«Sì, Rubio è profondamente cattolico e riflette il voto di una vasta comunità cattolica latino americana. Vuole dimostrare di essere vicino al Papa anche in funzione delle presidenziali del 2028. È ormai emerso come uno dei candidati di punta alla corsa repubblicana, l’alternativa più credibile all’altro cattolico, JD Vance, il vicepresidente, che è rimasto a casa. Rubio è in vantaggio su Vance perché può cavalcare una doppia linea politica: è parte del mondo trumpiano ma è anche parte di una coalizione più tradizionale del pensiero repubblicano. Il vicepresidente è invece emerso solo attraverso MAGA e il trumpismo».
È sorpreso che Papa Leone abbia scelto di rispondere a Trump?
«Sì, devo dire che mi ha sorpreso. L’approccio del suo papato fino a ora è stato direi più prudente, istituzionale. Papa Francesco aveva reazioni più dirette rispetto allo stile di Papa Leone».
Come spiega il cambiamento?
«Più che spiegare trovo la prontezza del Papa a reagire rivelatrice di uno stile capace di ingaggiare, se necessario, uno scontro diretto che non ci si aspettava. Vede, inizialmente, in America, il ruolo del confronto su tematiche delicate sembrava appartenere agli arcivescovi e ai vescovi locali, incaricati di predicare a suo nome nella comunità cattolica americana. Ora il Papa ha chiarito che intende essere anche lui un protagonista diretto nel dialogo politico americano se provocato. E questo è un fatto importante».
Che differenza politica vede tra cattolici e cristiani evangelici.
«I cristiani evangelici sono più fedelmente schierati con il trumpismo. Fanno parte di quella base elettorale di cica il 40% pronta a sostenere il presidente ad ogni costo. Lo conferma il fatto che il suo indice gradimento solo raramente è sceso sotto il 40%. Il voto cattolico invece è più frammentato. Per gli ottanta milioni di cattolici, la più importante denominazione religiosa in America, è un’altra storia. I cattolici, sono generalmente più favorevoli alla giustizia sociale, vogliono proteggere gli immigrati e si sono alternati tra democratici e repubblicani. John Kennedy, il primo presidente cattolico, era un democratico».
Ma con questa sua uscita Trump peggiora o meno la sua posizione elettorale guardando a novembre?
«Sicuramente mettersi contro il Papa lo ha danneggiato e continua a danneggiarlo. Ma sono arrivato a una conclusione: siccome l’essersi comportato sempre in modo brusco, diretto, sgradevole nei confronti degli avversari politici, in generale lo ha aiutato e siccome ha concluso che non potrà correre di nuovo alle elezioni del 2028 si sente più libero di dare
sfogo alla sua personalità più profonda e aggressiva. Oggi Trump sta cercando di fare storia per se stesso, pensa più alla sua eredità presidenziale che alla tutela del voto repubblicano. Questo lo dimostra non solo con la guerra contro l’Iran che lo avrebbe elevato nella storia presidenziale se fosse stata vinta, ma anche nel lasciare la sua impronta coi lavori alla Casa Bianca, o con il cambiamento del nome al Kennedy Center e con altre iniziative incentrate, sulla sua personalità e presidenza con la scusa del 250esimo anniversario».
Ricorda il 250esimo anniversario. C’era un invito perché il Papa venisse a
celebrarlo, ma non lo ha accettato. Perché?
«Credo che Papa Leone abbia voluto tenersi fuori da polemiche elettorali, soprattutto per la sua origine americana. Non è mai successo che il Vaticano programmasse una visita papale prima di una elezione. Con quella scelta conferma, se necessario, il distacco istituzionale».
6 maggio 2026 ( modifica il 6 maggio 2026 | 11:07)
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