Il cinema asiatico sta bene, anzi benissimo. Lo dimostra la 28a edizione del Far East Film Festival, di cui siano stati ospiti, e che si è appena conclusa con la vittoria della pellicola giapponese femminista Fujiko. Dalla Cina a Hong Kong, dalla Corea del Sud al Giappone, dalla Thailandia all’Indonesia, dal Vietnam alle Filippine passando per Malaysia, Singapore e Taiwan, una cinquantina di film dei generi più diversi si sono contesi la vittoria nel festival di film orientali più prestigioso di questa parte del mondo. La kermesse tenutasi a Udine ha ospitato e premiato leggende viventi come il regista e coreografo Yuen Woo-ping, vate delle pellicole di arti marziali; come la divina Fan Bingbing che ha festeggiato quest’anno trent’anni di carriera; come il veterano del cinema giapponese Koji Yakusho che ha ricevuto il Gelso d’oro alla carriera dalle mani di Wim Wenders.

L’edizione è stata anche la prima a proiettare due k-drama, un evento atteso e auspicato per anni dalla folta comunità di appassionati delle serie coreane. I titoli “portati” da Kocca (Korea Creative Content Agency) e presentati a Kocca on Screen sono stati Phantom Lawyer (protagonista Yoo Yeon-seok del cult Mr Sunshine, ospite del festival) e Bloody Flower. Due titoli carini ma non eccelsi – il primo è un fantasy ingenuo su un avvocato comicamente posseduto dai suoi clienti fantasma, il secondo un criminal su un serial killer dalle straordinarie capacità di guarigione – e non inediti (il primo si è appena concluso su Netflix, il secondo ha debuttato a febbraio su Disney+) ma che hanno comunque il pregio di testimoniare un’apertura verso le produzioni del piccolo schermo da parte dei cinefili solitamente poco indulgenti verso le produzioni televisive. Per chi non ha avuto la fortuna di partecipare a quest’edizione, ecco i nostri film preferiti presentati al Far East Film Festival che vi raccomandiamo.