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Davide Landoni e Luca Zuccala
A giugno Sotheby’s mette in vendita una selezione della raccolta dell’imprenditore inglese: opere museali, rare sul mercato, tra School of London e Secessione viennese
Come un lampo l’imprenditore inglese Joe Lewis (1937), ex proprietario del Tottenham Hotspur, accende il mercato dell’arte. Lo fa attraverso Sotheby’s, che a giugno venderà all’asta un nucleo della sua collezione di opere, che nella caldissima attesa sono valutate complessivamente 150 milioni di sterline. Stime che proiettano la raccolta tra le più ricche di sempre tra quelle passate lungo il Tamigi.
Una collezione da un miliardo di dollari
I precedenti, del resto, fanno ben sperare. Nel novembre 2018, Lewis ha venduto il suo Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) di David Hockney da Christie’s per 90,3 milioni di dollari, al tempo un’aggiudicazione record per un’opera di un artista vivente. Lo storico c’è, come c’è il fascino attorno a una collezione che nel complesso le voci dell’arte valutano circa 1 miliardo di dollari.
Tra Londra e Vienna
La parte che i collezionisti si contenderanno in estate racconta della predilezione di Lewis per gli autori della School of London e del Secessionismo viennese, filoni da cui discendono i quadri, tutti di valore museale, e da decenni (se non, in alcuni casi, da sempre) lontani dal mercato.
Gertrud Loew, Gustav Klimt e il capolavoro
Tra i lotti principali spicca l’etereo ritratto del 1902 Bildnis Gertrud Loew (Gertha Felsőványi), dipinto da Gustav Klimt e valutato 20-30 milioni di sterline. L’opera ritrae la diciannovenne Gertrud Loew, figlia di uno dei medici più celebri della Vienna del primo Novecento, avvolta in pieghe diafane di tessuto finissimo. Sviluppato in verticale rappresenta la donna a figura intera.
Negli ultimi vent’anni solo cinque grandi ritratti di Klimt sono passati all’asta, superando ogni volta le stime, come dimostrano i recenti record di Dame mit Fächer a Londra e Bildnis Elisabeth Lederer, venduto a New York nel novembre 2025 per 236,4 milioni di dollari. L’avvincente storia dell’opera, che la vede sottratta ai proprietari negli anni del Nazismo e restituita loro solo nel 2013, lascia intendere che possa accadere anche in questo caso.
C’è un tocco di Klimt anche nella Danae di Egon Schiele, che racconta il mito di Zeus che discende sulla giovane sotto forma di pioggia dorata, quasi citando il più esperto collega. L’opera, stimata tra i 12 e i 18 milioni di sterline, fu dipinta dall’artista nel 1909, quando aveva appena 19 anni.

La scuola di Londra: da Bacon a Freud
Altrettanto significativo, come anticipato, il gruppo di lavori della School of London, ovvero la cerchia di artisti che nell’Inghilterra del Dopoguerra riportò la figura al centro della scena artistica, in contrasto con le dilaganti tendenze astrattiste. Tra loro c’era Francis Bacon, qui all’asta con il feroce Two Studies for Self-Portrait, del 1077, stimato 11-16 milioni di sterline. Eseguito in un periodo di grande successo, ma anche di grande sofferenza, successivo al suicidio del compagno George Dyer, il dittico trasforma il volto dell’artista in due apparizioni violacee che si dissolvono nell’oscurità, simili a maschere mortuarie. Sono la restituzione immediata e sconvolgente di un dolore insanabile, sublimato in una pittura intesa e, almeno lei, immortale.

Sempre inquieta, ma in modo molto meno drammatica, la soluzione artistica con cui Lucian Freud, tra il 1987 e il 1988, ritrasse Susanna Chancellor, amica, confidente e musa del pittore, nipote del celebre psicologo, Sigmund. La donna è rappresentata con un’intensità risoluta, quasi analitica, pulsante negli strati di pittura che dettagliano e approfondiscono le trame del viso. L’opera (Woman in a Grey Sweater, stimata 3-4 milioni di sterline), è rimasta a lungo nella celebre Saatchi Collection, ed è stata nel frattempo esposta nei principali musei del mondo, dalla Tate Britain al Metropolitan di New York.
Da Modigliani a Picasso
Di tono opposto è il monumentale Portrait de Paul Hugot di Gustave Caillebotte, datato 1879 e stimato tra i 3,5 e i 4,5 milioni di sterline. Il ritratto dell’amico e mecenate rappresenta una sintesi unica tra rigore compositivo e intuizione impressionista, evidente dalla morbidezza della luce e da dettagli minuziosi, come la lettera – sintomo di erudizione – che spunta dal taschino. Completano la selezione Amedeo Modigliani con Homme à la pipe (Le notaire de Nice), ritratto di un notaio della Costa Azzurra reso con l’inconfondibile stile allungato e gli occhi a mandorla rivolti verso l’interno (stima 12-18 milioni di sterline); Chaïm Soutine, con un dipinto di un giovane in uniforme il cui impasto pittorico materico influenzò, tra gli altri, proprio Francis Bacon (stima 1,8-2,5 milioni di sterline); e infine Pablo Picasso, con Portrait de Dora Maar (Dora Maar à la coiffe), un disegno a inchiostro e matita del 1936, rimasto nella collezione della fotografa e compagna del pittore fino alla sua morte (stima 600-800 mila sterline).
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6 maggio 2026
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