Il centro dell’Italia e delle Zebre Parma Luca Morisi, 50 caps e due Rugby World Cup disputate con la maglia azzurra, ha reso ufficiale il proprio addio al rugby giocato al termine della stagione 2025/26.

La notizia era nell’aria dopo il mancato rinnovo con la franchigia ducale, che già faceva riferimento al prossimo saluto alla palla ovale. In queste ore è arrivata l’ufficialità, col congedo dello stesso giocatore e di Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby.

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Italia, ufficiale: l’azzurro Luca Morisi annuncia il suo ritiro dal rugby giocato

Milanese classe 1991, Luca Morisi è cresciuto nel Rugby Milano e già da giovanissimo, come permit player per il Benetton Rugby, si è messo in mostra nell’allora Celtic League con i Leoni biancoverdi. Meritatosi un contratto per le stagioni successive, venne lanciato sulla scena internazionale, appena 21enne, da coach Jacques Brunel nel giorno del debutto dell’Italia allo Stadio Olimpico di Roma in una gara del Sei Nazioni, sotto una Roma imbiancata di neve, contro l’Inghilterra.

E, proprio con l’Inghilterra, Morisi avrebbe disputato nel 2015 una delle sue migliori prestazioni in Nazionale, mettendo a segno due mete a Twickenham (primo azzurro a riuscirci, di seguito il video), rientrato da poco sulla scena internazionale dopo l’incidente di Cremona contro le Fiji, nel novembre 2013, che lo aveva costretto a sottoporsi a una splenectomia d’urgenza.

Fermato dalla rottura del crociato nel suo cammino verso la Rugby World Cup inglese dello stesso anno, Morisi sarebbe rientrato in azzurro tre anni dopo, sotto la gestione O’Shea, per prendere parte alla Rugby World Cup giapponese del 2019 e rimanendo stabilmente nel gruppo azzurro – nonostante altri guai fisici – per l’intero ciclo successivo. Si meritò così un secondo viaggio iridato in Francia, nel 2023, ultima tappa del suo percorso internazionale: la 50esima e ultima presenza in azzurro è arrivata contro i Bleus a Lione, nell’ultima gara della fase a gironi.

Per dieci anni punto fermo della linea arretrata della Benetton Rugby, Morisi lascia il rugby giocato dopo aver disputato le ultime tre stagioni con la maglia delle Zebre Parma, chiudendo – dopo una breve parentesi ai London Irish – la propria carriera nella città emiliana dove, con i Crociati Rugby, aveva debuttato a livello seniores nel massimo campionato italiano.

Le dichiarazioni e gli highlights di Inghilterra-Italia 2015, con le due mete di Luca Morisi

Il presidente Andrea Duodo ha rivolto il ringraziamento del rugby italiano a Morisi: “Ho visto Luca in campo molte volte con la Benetton, l’Italia e più recentemente con le Zebre: ho sempre apprezzato, oltre che il suo grande talento, la sua pacatezza e la sua incredibile resilienza, una qualità che gli ha permesso di superare una lunga serie di infortuni e di contribuire per oltre dieci anni alla causa azzurra ed a quella dell’intero movimento. A nome mio e del Consiglio Federale auguro a lui ed alla sua splendida famiglia il meglio per questa nuova fase della vita che sta per cominciare, e so che Luca la interpreterà con lo stesso spirito che ha mostrato sul campo e nei momenti in cui è dovuto stare lontano da esso”.

Luca Morisi ha dichiarato: “Ripercorro con il ricordo gli anni passati all’Accademia di Tirrenia, nelle Nazionali giovanili, gli allenatori ed i compagni che hanno diviso con me un pezzo di strada, i momenti difficili ed i momenti belli che caratterizzano una carriera. Li rivivrei tutti. È stato un viaggio incredibile, l’avventura che il Luca che ha lasciato Milano ormai quasi vent’anni fa poteva solo sognare. Il debutto di Roma sotto la neve, l’incidente contro le Fiji a Cremona e le due mete di Twickenahm contro l’Inghilterra sono forse i ricordi più forti, ma porto con me ogni allenamento, ogni scherzo, tutte le sconfitte e tutte le vittorie vissute con i ragazzi con cui ho condiviso lo spogliatoio di Milano, di Treviso, di Parma e dell’Italia. A loro, ed a tutti i tifosi che mi hanno sostenuto, alla mia famiglia che mi è stata vicino nei momenti più difficili, voglio dire grazie dal più profondo del mio cuore. È stato un viaggio pazzesco”.

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