Novità per Gemini al prossimo I/O 2026: trapela il piano Google AI Ultra Lite. Monitora il consumo di token e ottimizza il lavoro con una dashboard dedicata.
Il listino prezzi di Google One per i servizi Gemini AI mostra una polarizzazione che costringe gli utenti a scegliere tra profili d’ingresso economici e soluzioni professionali dai costi elevati. Chi decide di andare oltre i limiti dei piani AI Plus da 7,99 euro o AI Pro da 21,99 euro deve infatti affrontare un salto importante verso i 274,99 euro mensili della versione AI Ultra, un investimento che appare spesso sproporzionato per le necessità dei singoli o dei creator. L’analisi condotta da 9to5Google sul codice sorgente dell’app Gemini per macOS ha però portato alla luce indizi riguardo a un riposizionamento dell’offerta attraverso l’introduzione di un nuovo livello di abbonamento chiamato “AI Ultra Lite”.
La decisione sembra rispondere direttamente alla pressione esercitata da competitor come Anthropic e OpenAI, che presidiano da tempo la fascia intermedia con soluzioni da circa 100 euro al mese capaci di offrire limiti di utilizzo cinque volte maggiori rispetto ai pacchetti base. Per Big G, la creazione di una versione “Lite” del piano Ultra rappresenterebbe la chiave per intercettare gli utenti esperti che necessitano di prestazioni elevate e finestre di contesto ampie, ma che non giustifica una spesa mensile paragonabile a un intero pacchetto enterprise.
Oltre alla rimodulazione dei prezzi, i dati emersi indicano una maggiore attenzione verso la trasparenza nella gestione delle risorse computazionali durante le sessioni di lavoro più intense. Google sta infatti sviluppando una pagina dedicata all’interno dell’interfaccia utente che permetterà di monitorare il consumo di token e il tempo residuo prima del prossimo reset dei limiti, in questo modo si annulla la distanza con competitor come Claude, le cui interfacce includono da tempo sistemi di gestione per i volumi di traffico settimanali. L’integrazione di questi strumenti risponde a una richiesta pressante dei power user, i quali hanno la necessità di pianificare i propri workflow senza il rischio di interruzioni improvvise dovute al superamento delle soglie previste dal piano sottoscritto.
Il tempismo di queste scoperte non appare casuale, dato che l’evento Google I/O 2026 rappresenta il palcoscenico per ufficializzare una simile ristrutturazione dei servizi AI. L’integrazione di un’opzione intermedia potrebbe finalmente rendere Google Gemini più accessibile e scalabile.