di
Enrica Roddolo
Prima del Royal wedding del 2011 ha vissuto tre mesi in Italia, studiato italiano e arte. ha coltivato la fotografia e imparato a gesticolare come in Italia
«How shall we say, ciao?». La principessa Kate rispose così a un saluto dalla folla che come sempre l’aveva attesa al passaggio durante uno dei tanti impegni reali nel 2019, a Leicester. Già, Ciao. Perché Kate, futura regina parla anche italiano ed ha vissuto nel nostro Paese. E ha girato il mondo: è cresciuta in Giordania, prima di studiare al Marlborough College e poi all’Università di St Andrews dove galeotto, si potrebbe dire, fu un libro di storia dell’arte. In effetti se la moglie del principe William conosce un pizzico d’italiano, è merito dell’arte rinascimentale, che la convinse – oltre vent’anni fa – a trascorrere tre mesi della sua vita proprio a Firenze, «patria» della bellezza artistica.
Una principessa borghese con una passione e una personale conoscenza dell’Italia. A Firenze, ha frequentato i corsi del British Institute sul Lungarno Guicciardini, in quel Palazzo Lanfredini donato dal mecenate e grande collezionista d’arte che fu Harold Acton. E sono certa che questo debole per l’arte e la sua storia sia stato d’aiuto a Kate nel creare una sorta di affinità elettiva con il principe Carlo.
A portarla sulle orme del classico Grand tour che in passato ha sedotto l’intellighenzia e l’aristocrazia britannica, da Lord Byron a Shelley e Keats, è stato proprio l’amore per l’arte. Non è un caso se, quando iniziò a frequentare William all’Università di St Andrews, entrambi seguivano i corsi di Arte, poi William passò a Geografia. Ma fu prima di iniziare l’università che una giovanissima Kate Middleton scelse di impegnare parte del classico gap year, l’anno sabbatico dopo le scuole superiori, a scoprire i tesori dell’arte italiana.
Sulle rive dell’Arno si fermò a lungo, prendendo casa con altre quattro amiche e compagne di viaggio in un piccolo appartamento a un passo dal celebre Duomo che fu il vanto di Cosimo de’ Medici. In quella spensierata vacanza-studio italiana, ogni giorno, usciva di casa alla scoperta dei tesori artistici della città cuore del rinascimento italiano, sempre con la sua amata macchina fotografica al collo: la principessa ha anche un debole per la fotografia e non è certo casuale se la regina Elisabetta II anni fa le affidò anche la presidenza della Royal Photographic Society.
E in quella vacanza italiana Kate deve aver preso anche il vezzo di gesticolare molto, mentre parla. Ed ecco insomma spiegato perché l’allora duchessa di Cambridge nel 2019, ora principessa del Galles, ha salutato con un «Ciao» la folla che l’aveva accolta in uno dei suoi tour del regno. Così la futura principessa ha studiato la lingua di Dante e la storia dell’arte italiana.
E non sono davvero molte le principesse e regine capaci di parlarla. A parte la regina Paola del Belgio, nata Ruffo di Calabria, che ha sposato re Alberto del Belgio e Mathilde che ha sposato il re del Belgio, Filippo (pure lei ha studiato l’italiano). E ancora Farah Diba che ci ha confidato di aver studiato a Teheran in una scuola italiana.
Una passione «Mediterranea» che di certo ha aiutato la principessa nei rapporti con re Carlo del quale è nota – ed è stata ribadita dalla visita italiana un anno fa – la passione per il «bel paese» cantato da Dante. Quando, rivolgendosi al parlamento a Montecitorio ha parlato in perfetto italiano. Ora tocca a Kate.
6 maggio 2026 ( modifica il 6 maggio 2026 | 12:27)
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