Nei pressi di una base della Royal Air Force c’è una formazione serrata di aerei da addestramento Grob Tutor. Questi piccoli velivoli biposto rappresentano il primo passo di un percorso impegnativo per i piloti ucraini, destinati a prendere i comandi di uno dei caccia più ambiti al mondo: l’F-16 di produzione americana.

Il programma

Nel Regno Unito, decine di aviatori ucraini partecipano a un programma guidato dalla RAF che li accompagna da un addestramento di base su velivoli come il Tutor fino a quello avanzato su jet da combattimento, con l’obiettivo finale di pilotare l’F-16 Fighting Falcon, un caccia di quarta generazione. Come riporta l’indagine di Business Insider, il salto tecnologico è notevole: il Tutor raggiunge una velocità di circa 240 km/h, mentre l’F-16 è un sofisticato jet supersonico. L’Ucraina utilizza questo velivolo da quasi due anni per difendere il proprio spazio aereo da missili e droni russi e per effettuare attacchi mirati contro obiettivi nemici.

Il corso

Durante il corso, che si estende per diversi mesi, i piloti apprendono l’inglese e acquisiscono le basi del volo secondo standard occidentali. Parte fondamentale dell’addestramento è anche il cambiamento di mentalità: si passa da un approccio di stampo sovietico, caratterizzato da missioni rigidamente controllate e da velivoli come Sukhoi e MiG, a uno stile che valorizza l’autonomia decisionale del pilota.

Il modello “occidentale”

“Li formiamo secondo un modello occidentale”, ha spiegato il comandante di squadriglia Tom, istruttore capo del programma, durante una recente cerimonia di consegna dei diplomi. Per ragioni di sicurezza, sono stati resi noti solo il grado e il nome. Nel 2024, l’Ucraina ha ricevuto i primi F-16 da una coalizione di Paesi NATO, segnando un passo importante nella modernizzazione della propria flotta aerea, composta in precedenza da velivoli di epoca sovietica. L’addestramento dei piloti prosegue anche in basi negli Stati Uniti e in altri Paesi europei.

fFinora, oltre 50 piloti ucraini hanno completato il corso di base nel Regno Unito, che include lingua inglese e volo elementare, gettando le basi per le fasi successive dell’addestramento. Secondo il maresciallo dell’aeronautica Harvey Smyth, queste fondamenta sono “essenziali” per permettere ai piloti di progredire fino a essere operativi in prima linea, dove contribuiscono già in modo significativo alla difesa del proprio Paese.

L’adattamento

Gli istruttori sottolineano che, pur arrivando con buone capacità tecniche, i piloti ucraini devono adattarsi a un diverso modo di pensare il volo. In patria, le missioni sono fortemente guidate; nel contesto occidentale, invece, viene richiesto loro di pianificare e gestire autonomamente le operazioni. “Devono decidere dove andare e come portare a termine la missione, mantenendo sempre il controllo dell’aereo”, ha spiegato il comandante Tom.

Le difficoltà

Tra le difficoltà principali emerge la barriera linguistica, anche se il programma è progettato proprio per migliorare la padronanza dell’inglese e facilitare il passaggio ai livelli più avanzati. Nonostante le sfide, i piloti ucraini accolgono con determinazione questa opportunità, consapevoli dell’importanza del loro ruolo. “Sappiamo che è nostro dovere proteggere il nostro Paese, difendere il nostro spazio aereo e contribuire a porre fine a questa guerra”, ha dichiarato uno di loro.


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