di
Sergio Harari
Benefici misurabili su rischio cardiovascolare e mortalità. Camminare riduce il rischio di infarto e ictus, aiuta a controllare pressione, glicemia e peso, migliora umore e sonno, rallenta il declino funzionale legato all’età
Camminare è probabilmente la «medicina» più sottovalutata e a basso costo che abbiamo a disposizione in città. Non ha effetti collaterali e agisce su quasi tutti gli aspetti della prevenzione: riduce il rischio di infarto e ictus, aiuta a controllare pressione, glicemia e peso, migliora umore e sonno, rallenta il declino funzionale legato all’età, diminuisce il rischio di osteoporosi. Bastano 20-30 minuti al giorno di passo svelto per ottenere benefici misurabili su rischio cardiovascolare e mortalità, anche in chi ha superato i 60 anni, come confermano i più recenti studi su cammino e mortalità.
Milano, come molte metropoli europee, sta provando a trasformare questa «pillola di movimento» in una scelta quotidiana più facile. Il nuovo piano Möves punta a rendere più semplice e sicuro spostarsi a piedi o in bici, con una rete estesa di percorsi ciclabili e pedonali, limiti di velocità più bassi e interventi per ridurre gli incidenti. Non è solo urbanistica: è prevenzione cardiovascolare, respiratoria e metabolica su scala di popolazione, in linea con l’invito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a integrare l’attività fisica nella vita di tutti i giorni.
Le linee guida OMS raccomandano per gli adulti almeno 150-300 minuti alla settimana di attività fisica moderata, come il cammino a passo sostenuto, o 75-150 minuti di attività intensa, sottolineando che anche piccole quantità sono meglio di niente e che ogni passo in più conta. Scegliere di fare una fermata a piedi invece che in tram, salire le scale, usare la bici per le distanze brevi non è «solo ecologia»: è aderire ogni giorno a una terapia preventiva che nessun farmaco potrà mai sostituire del tutto.
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6 maggio 2026
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