In attesa di capire cosa ne sarà di 28 anni dopo: Parte 3, che dovrebbe concludere la trilogia di Danny Boyle e Alex Garland, la regista Nia Da Costa, che ha diretto il secondo capitolo 28 anni dopo: Il tempio delle ossa, ha rotto per la prima volta il silenzio sul grosso flop commerciale del film.

Quando Danny Boyle e Alex Garland annunciarono per la prima volta “28 Years Later”, misero subito in chiaro che le loro ambizioni andavano oltre un singolo film, delineando un progetto per una trilogia: Boyle avrebbe diretto il primo capitolo, Nia DaCosta il secondo, “The Bone Temple”, e infine Boyle sarebbe tornato per concludere la storia con il terzo capitolo. I primi due film furono girati uno di seguito all’altro ed entrambi ricevettero un’ottima accoglienza dalla critica, ma il sequel faticò al botteghino: “The Bone Temple” incassò 58 milioni di dollari in tutto il mondo, contro i 151 milioni di “28 Years Later”, che a sua volta registrò un risultato leggermente inferiore alle aspettative.

La situazione di “The Bone Temple” è stata bizzarra fin dall’inizio: ottime recensioni, una regista molto amata e uno sceneggiatore di grande esperienza, eppure…zero successo. Nessun pubblico trovato, né al cinema né successivamente in streaming, dove gli ascolti stanno andando malissimo. Ora, in una nuova intervista con Empire, Nia DaCosta ha parlato per la prima volta del flop di 28 anni dopo: Il tempio delle ossa, dicendosi molto sorpresa dai risultati: “È davvero strano, perché praticamente tutti i parametri che usiamo nel settore per stabilire se un film è valido, se piace al pubblico e se i fan hanno voglia di vederlo, erano alle stelle, eppure il nostro incasso al botteghino non è stato all’altezza. Abbiamo realizzato un ottimo film, ne sono davvero orgogliosa e so che al pubblico è piaciuto.”

La regista si interroga anche sul fatto che la tempistica di distribuzione abbia influito negativamente sul risultato: “Forse è uscito troppo presto, perché la gente pensava: ‘Oh sì, 28 anni dopo, bello, l’ho già visto la scorsa estate!‘”. Il riferimento è al fatto che Sony Pictures ha distribuito 28 anni dopo nell’estate 2025 e 28 anni dopo: Il tempio delle ossa a gennaio 2026, pochi mesi dopo: la regista non affronta esplicitamente la strategia di Sony, ma ammette di essere “delusa” dal fatto che il film “non abbia avuto successo”. Ne rimane comunque orgogliosa, affermando: “Sono felice che quando le persone scopriranno il film, lo apprezzeranno. Avrei voluto che incassasse di più, ma ne sono davvero fiera.”

Purtroppo per lei, a quanto pare il film non sta andando bene nemmeno sulle piattaforme di streaming: “The Bone Temple” continua a faticare ad imporsi e, secondo quanto riportato, ha registrato numeri deludenti dopo il suo recente debutto su Netflix. È un peccato, perché effettivamente il film è piaciuto molto…per lo meno, a quei pochi che lo hanno visto!

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